Sant’Anna, i quadri escono dalla cantina: lo Spagnoletto sarà appeso in Pinacoteca

Como Finalmente una soluzione per le opere donate alla Asst Lariana. Ai Civici anche il Martirio di San Pietro. Gli altri 200 dipinti finiranno in un caveau a Milano

Como

Quadreria del Sant’Anna, lo Spagnoletto e il Martirio di San Pietro vanno in Pinacoteca, tutte le altre tele in un caveau di Milano.

All’inizio dell’anno scorso, da queste colonne, avevamo sollevato il caso delle circa 200 opere di proprietà dell’Asst Lariana da decenni conservate in maniera precaria in due magazzini cittadini. Tutti dipinti donati all’ospedale da facoltosi comaschi tra il ’400 e i primi anni 2000. Un patrimonio in parte sistemato al settimo piano del monoblocco dell’ex Sant’Anna, mentre altre 135 tele si trovano ancora al seminario diocesano di Muggiò in via Baserga. Proprio questo archivio a metà 2024 ha chiesto all’Asst Lariana di farsi di nuovo carico dei quadri a seguito di un sopralluogo dei vigili del fuoco, gli spazi non erano più idonei e servivano alla diocesi.

Dunque l’Asst ha iniziato un lavoro di catalogazione dando mandato di digitalizzare le immagini, cercando al contempo una collocazione più adatta. Con associazioni come la Famiglia Comasca si erano immaginate nuove mostre, l’ultima pubblica nel 2010. Quindi in accordo con il Comune è stato concesso alla Pinacoteca un ritratto d Gian Galeazzo Visconti, un pezzo pregiato per rafforzare la famosa collezione di Paolo Giovio piena di volti famosi.

Musei civici

Ora, come già era stato immaginato, l’Asst Lariana concede in comodato gratuito ai Musei civici anche l’altra tela, su tutti più preziosa: “Sant’Anna docente, la Madonna, San Gioacchino”, un olio su tela del 1600 dipinto da Josep Ribera detto lo Spagnoletto. Stessa collocazione per “Il martirio di San Pietro”, anche questo un olio su tela, dipinto da Carlo Sellitto tra il 1610 e il 1612, al momento in mostra a Napoli e di ritorno a fine marzo.

Dunque i quadri più belli della Quadreria del Sant’Anna potranno nuovamente essere ammirati dai comaschi, senza più attendere in archivio chiusi e dimenticati da tempo. «Un altro importante passo per la valorizzazione del patrimonio artistico di proprietà dell’Asst Lariana» commenta il direttore generale Luca Stucchi. «Il sodalizio avviato con l’Asst Lariana - spiega l’assessore alla Cultura del Comune di Como Enrico Colombo - ha reso possibile un lavoro congiunto tra i tecnici dell’ospedale ed il personale scientifico dei musei finalizzato non solo alla preservazione di beni che testimoniano lo sviluppo sociale ed artistico della nostra città ma anche la loro piena valorizzazione».

I commenti

Per quanto riguarda il resto del patrimonio, paesaggi lariani, visi comaschi, vedute del lago, con l’intento di meglio conservare le tele, per i prossimi tre anni tutti gli altri dipinti verranno impacchettati e spediti a giorni in un caveau di Milano. In via Piranesi, a nord del capoluogo regionale, nei magazzini della ditta specializzata Open Care. Così ha deciso l’Asst Lariana con la relativa determina e un impegno di spesa pari a 107mila euro.

«Cogliamo l’occasione per rinnovare l’invito a presentare idee e progetti – dice ancora Stucchi - volti a promuovere una valorizzazione sostenibile di questo patrimonio che rappresenta un profondo legame con la storia e l’identità della comunità comasca».

Secondo gli esperti la maggioranza delle tele della Quadreria non sono di grande valore, a parte appunto lo Spagnoletto o il martirio di San Pietro. Il senso della collezione, però, era l’insieme, il racconto delle tele di Como, tra volti e panorami, nel corso dei secoli.

«Fa piacere che qualche quadro importante venga esposto – commenta Laura Bordoli presidente della Famiglia Comasca – peccato per tutti gli altri che resteranno chiusi, seppur per fortuna meglio conservati. La speranza, in futuro, è di rivederli tutti in mostra, ci impegneremo di certo su questo argomento».

«La priorità è conservare al meglio le tele – dice Sergio Gaddi, consigliere regionale ed esperto d’arte – e permettere ai cittadini di ammirare i dipinti più importanti. L’auspicio è vedere però nell’insieme tutta la collezione».

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