Scambiamo casa per le ferie: a Como attivi 230 alloggi

Home Exchange I comaschi iscritti alla piattaforma sono già centotrenta. L’utente: «Lo facciamo da 14 anni ed è un’esperienza sempre perfetta»

L’idea di consegnare le chiavi della propria casa a uno sconosciuto può far tremare i polsi, ma per chi ha scelto lo scambio casa, quel gesto rappresenta l’inizio di un’avventura senza precedenti.

In un’epoca di alloggi standardizzati, il movimento guidato da HomeExchange sta riscrivendo le regole del viaggio, trasformando la residenza privata in un ponte tra culture differenti.

È una rivoluzione esplosa negli anni ’90 grazie a Internet, fino a diventare un fenomeno globale celebrato persino dal cinema. Ma al di là del fascino romantico di film come “The Holiday”, questa realtà poggia su pilastri solidi: sostenibilità e fiducia.

La manager

Nolwenn Abolivier, Pr Manager di HomeExchange, sottolinea come questo modello sia l’antitesi dell’affitto tradizionale: «L’home-swapping è un’alternativa etica che promuove un approccio al viaggio responsabile, senza alcuna monetizzazione degli alloggi. Su HomeExchange, due persone si scambiano le abitazioni senza scopo di lucro. Si soggiorna in case autentiche, con i giocattoli nelle stanze dei bambini e una cucina vera, evitando la freddezza degli alloggi in affitto».

Non è solo una questione di risparmio, garantito da una quota annuale di 175 euro per scambi illimitati, ma di un desiderio di significato: «La nostra community è basata sulla cura: i membri non farebbero mai agli altri ciò che non vorrebbero fosse fatto a loro. Non si accolgono sconosciuti, perché attraverso il sistema di messaggistica si scelgono gli ospiti e si conoscono i loro progetti prima di decidere» spiega Abolivier.

Questa filosofia ha trovato terreno fertile nell’area di Como, che si conferma una calamita per il turismo internazionale. I numeri parlano chiaro: gli iscritti nel comasco sono già 130, con ben 230 alloggi disponibili online.

Il 2025 è stato un anno record con 473 scambi effettuati, che hanno generato 8.070 pernottamenti e portato sul territorio 1.515 ospiti. Le proiezioni per il 2026 sono altrettanto rosee: sono già pianificati 235 scambi (+18%) e 3.810 notti, con 715 ospiti attesi.

L’utente

Tra i protagonisti di questa crescita comasca c’è chi, come Osaka Spreafico, partecipa da quattordici anni: «Ce ne hanno parlato degli amici. Partecipiamo da 14 anni e da allora non abbiamo più smesso».

Per Osaka, lo scambio è la soluzione ideale per le famiglie: «È perfetto con i bambini. Quando vanno in case nuove trovano giocattoli nuovi e paradossalmente non vogliono mai uscire. Per i miei figli sono le vacanze più belle».

Il suo racconto scardina i pregiudizi sulla sicurezza: «Non ci viene mai in mente di aver paura. Molti chiedono: “Ma dormono nel tuo letto?”. A me non interessa: cambiamo le lenzuola e troviamo le case assolutamente pulite. Se capita di rompere un bicchiere lo si ricompra, è un modo di viaggiare rilassato. Vivi la casa, non è un mordi e fuggi. La nostra prossima vacanza - annuncia Osaka Spreafico - sarà in Norvegia e useremo la macchina della famiglia ospitante, abbattendo così altri costi. Non bisogna aver paura ad aprire: è un’esperienza che non puoi fare in altro modo, vai a vivere in un posto come uno del luogo».

Per chiunque sia affascinato da questa possibilità di vivere il mondo come un “locale”, l’occasione per approfondire è vicina.

Dal 19 al 25 marzo 2026, ci saranno gli “HomeExchange Days”: una settimana di incontri con 32 meetup già confermati in tutta la Lombardia. I membri della community apriranno le porte per spiegare il funzionamento del progetto e condividere le proprie storie.

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