Sconti su benzina e diesel, la protesta dei gestori: a Lipomo e in via Rosselli prezzi invariati
Caro carburanti Oggi via alle riduzioni dei prezzi di Eni e IP. La vicepresidente nazionale dei gestori, Maroni: «Concorrenza sleale»
Lettura 2 min.Como
Da oggi sulla rete Eni i carburanti hanno un prezzo massimo: la benzina non può superare 1,99 euro al litro e il gasolio 2,19. La compagnia è intervenuta dopo settimane di rincari record alla pompa, che hanno pesato soprattutto su famiglie e pendolari. Ieri sera è arrivato anche l’annuncio di IP, il marchio di Italiana Petroli controllato dal gruppo azero Socar, che applicherà un limite ai prezzi in migliaia di distributori
Cisterne riempite a prezzi più alti
«Io sono un consumatore e sono felicissima che sia stato fissato un limite massimo al prezzo dei carburanti. Ma per me è stata una grandissima concorrenza sleale, un comportamento anticoncorrenziale con posizione dominante da parte di Eni». Daniela Maroni, vicepresidente nazionale dei gestori, non nasconde la rabbia: «Mi domando: l’Antitrust dov’è? C’è o non c’è?».
Nei giorni scorsi, con la riduzione dello sconto sulle accise e i prezzi in salita, molti gestori avevano riempito le cisterne. Ora quel carburante, acquistato ai vecchi prezzi, dovrebbe essere venduto con 20 centesimi in meno al litro. «Il prodotto l’abbiamo già pagato - spiega Maroni - Chi sa farsi i conti probabilmente cambierà il prezzo alla fine delle scorte. Il prodotto è del gestore, e tutto sta nell’imprenditorialità di ciascuno, a seconda degli accordi che ha con la compagnia petrolifera».
«Prima finiamo le scorte»
A Lipomo e in via Rosselli a Como, oggi, i distributori Eni non applicavano ancora i prezzi ridotti: prima, spiegano, vanno finite le scorte. Il gestore del distributore di Camerlata invece ha deciso di applicare i prezzi indicati dalle aziende. Secondo quanto riferisce Maroni, lo sconto è già in vigore a Camerlata, mentre un altro impianto cittadino è chiuso per lavori.
«Se lei sale in macchina e si fa un giro vede gli impianti Eni con code chilometriche, che sicuramente prima di sera avranno il prodotto esaurito, e gli altri impianti lì, con i propri dipendenti e i propri costi di gestione, a guardare il vuoto». Per Maroni, chi non ha il marchio del cane a sei zampe è stato semplicemente dimenticato: «Gli altri gestori cosa sono? Figli di nessuno. Sembra che siamo trasparenti, fantasmi».
I gestori lavorano con un margine fisso, fermo da circa sei anni, tra i 35 e i 40 euro lordi ogni mille litri: circa quattro centesimi al litro. «Con quel margine non possono determinare il prezzo di vendita e non possono assolutamente competere con uno sconto di 20 centesimi». Eppure gli investimenti sono pesanti: «Uno dice “hai il benzinaio”, ma ogni due giorni arrivano le botti da 50 mila euro, tanto per capire».
«Noi gestori lasciati allo sbando»
A irritare la categoria è soprattutto il metodo. «È partito di sabato, non c’è stato neanche il tempo di confrontarsi», contesta Maroni. «Eni si è fatta una grandissima pubblicità, e va benissimo, però voglio ricordare che lo Stato è il maggior azionista di Eni. Forse doveva confrontarsi con le altre compagnie petrolifere e non lasciare i gestori allo sbando, soli in una situazione così delicata, con i costi che salgono e una distorsione delle regole del mercato».
Nel primo pomeriggio si riunisce il consiglio nazionale della categoria per decidere le azioni da intraprendere. La richiesta al governo è di coinvolgere anche i gestori e di arrivare a un decreto che tuteli la categoria. Sullo sfondo, la possibilità di una protesta: «Il sistema è variegato, ci sono impianti di proprietà, ci sono i retisti. Ma se dovessimo fare uno sciopero tutti insieme si fermerebbe l’Italia».
Maroni tiene però a una precisazione: «Non vorrei che la gente leggesse tra le righe la nostra insoddisfazione. Noi siamo contenti, ben venga il prezzo fisso, ma deve tener conto del rispetto di tutte le gestioni e di tutta la rete. Non vogliamo essere imprenditori di serie B. Chiedo rispetto, il rispetto di una categoria che lavora».
© RIPRODUZIONE RISERVATA