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Caro carburanti Socar, l’azienda energetica dell’Azerbaijan, ha annunciato la novità. Intanto, oltre agli autotrasportatori, anche i tassisti minacciano scioperi
Lettura 2 min.Roma
Ip sulla scia di Eni ha deciso di fissare un tetto al prezzo di benzina e diesel sulla rete italiana. Lo ha annunciato la Socar, l’azienda energetica dell’Azerbaijan che a maggio ha acquisito Italiana Petroli (IP) da Api Holding. IP non applicherà un tetto, ma il prezzo verrà definito in base alle diverse esigenze. Le stazioni di proprietà IP sono circa duemila in Italia e lo sconto verrà applicato da oggi, mentre nei prossimi giorni si prevede di estenderlo anche alle stazioni che hanno una convenzione con IP, ne riportano cioè il marchio, ma non sono gestite direttamente dall’azienda. La premier Giorgia Meloni ha accolto la decisione che fa fronte all’appello del governo ringraziando l’azienda azera: «Segnale importante, il governo continuerà a sostenere le famiglie».
Per trovare il distributore IP più vicino è possibile consultare la mappa del territorio a questo link, mentre per trovare il distributore Eni più vicino si può consultare questa mappa.
La corsa dei prezzi intanto non si arresta: il diesel ieri si è avvicinato a 2,5 euro in autostrada, sulle strade il gasolio a 2,377 euro, la benzina a 2,159. Il tetto ai prezzi deciso dall’Eni, che scatterà oggi, è di 2,19 euro al litro per il diesel e di 1,99 per la benzina. Lo sconto - che vale in tutte le stazioni di rifornimento a marchio Eni o Enitive, circa il 18% del totale in Italia - è pari a 17 centesimi in meno rispetto ai prezzi medi registrati settimana scorsa e proseguirà per un mese, fino a fine ottobre. Eni tuttavia ha fatto sapere di essere disponibile a estendere lo sconto fino alla fine del 2026, a seconda di come andranno mercato e approvvigionamenti. Lo sconto medio che si registrerà su un pieno da 50 litri è di 8,5 euro.
Nel caso delle stazioni di servizio che hanno il marchio Eni ma non sono gestite direttamente da Eni, la partecipata ha previsto per i gestori un ristoro che varrà come rimborso dei costi derivati dall’applicazione del tetto consigliato (che non è obbligatorio nelle stazioni non gestite direttamente da Eni). Il rimborso sarà pari a 1.500 euro da parte di Enitive e nel caso invece di stazioni che sono convenzionate con Eni ma non di proprietà verrà rimborsata la differenza tra il prezzo di acquisto del carburante e il prezzo al quale i gestori lo venderebbero in assenza del tetto.
Monta la protesta delle categorie: dopo gli autotrasportatori, anche i tassisti minacciano lo sciopero in assenza di una convocazione del governo. «Da tempo ormai abbiamo chiesto un incontro al Mit e ancora non abbiamo ricevuta risposta. Sono rimasti in sospeso il Dpcm sull’uso e il ruolo delle piattaforme tecncologiche. Non vogliamo che questo diventi uno strumento per il caporalato tecnologico in questi servizi. E il governo tace», spiega Nicola Di Giacobbe di Unica Taxi Filt Cgil.«È chiaro - aggiunge - che la situazione del servizio pubblico, dei taxi in particolare che sono legati ad una tariffa amministrata, sta diventando insostenibile. E non solo per i costi dei carburanti, ma anche per i costi di gestione della vettura. Il carburante è aumentato, ma aumenta un pò tutto e diventa insostenibile con la tariffa che il Comune ci impone».
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