Scuola, arriva un super-provveditore
È Bussetti, ex ministro dell’Istruzione

Manca ancora l’ufficialità, ma la sua nomina sarebbe ormai imminente - Originario di Gallarate, laurea all’Isef, fu lui a ottenere le reintroduzione dell’educazione civica

Dopo svariati mesi, Como riavrà un provveditore agli studi. L’ufficialità dovrebbe arrivare in questi giorni: salvo improbabili colpi di scena, l’incarico dovrebbe andare a Marco Bussetti, ministro dell’Istruzione del primo Governo Conte. La nomina avviene a fronte di una riorganizzazione di quasi tutti gli uffici del provveditorato regionale.

La notizia dell’arrivo dell’ex componente dell’esecutivo giallo verde è cominciata a circolare fra i presidi e gli ambienti sindacali comaschi fin da mercoledì sera per poi assumere maggiore spessore ieri, tanto da essere considerata solo da annunciare (a meno di stravolgimenti non previsti decisi dall’ufficio scolastico regionale).

Nato a Gallarate, Bussetti compirà 59 anni a maggio. È stato allenatore di basket e insegnante di educazione fisica fino al 2011, quando vinse il concorso per dirigente a un istituto comprensivo milanese. Nel suo curriculum, oltre a un diploma Isef e varie specializzazioni (tra cui un diploma per un corso su dirigenza pubblica gestione manageriale del personale) c’è soprattutto l’incarico di provveditore a Milano (dal 2015) in qualità di responsabile dell’ufficio scolastico regionale della Lombardia. Stesso incarico, tra il 2011 e il 2014, ma come capo dell’ufficio scolastico provinciale di Monza.

Laureato con 110 e lode in Scienze motorie alla Cattolica, ha un diploma universitario preso all’Isef statale di Milano e detiene un titolo polivalente di specializzazione per soggetti portatori di handicap.

Da giugno 2018 a settembre 2019 è diventato ministro dell’Istruzione, dell’università e della ricerca: fra i suoi atti c’è l’introduzione obbligatoria dell’Educazione civica. Attualmente, ricopriva il ruolo di dirigente dell’Usr della provincia di Milano (l’ufficio decimo, anche quello interessato dalla riorganizzazione generale).

Il posto di provveditore a Como è vacante da inizio gennaio, quando la nomina di Marco Fassino fu congelata dal provveditorato per via di un ricorso, cui lo stesso Fassino si è opposto. L’assenza, in un periodo così cruciale per le scuole, è pesata e non poco.

Dopo il pensionamento di Roberto Proietto, avvenuto a settembre ma annunciato mesi prima, ci si attendeva una nuova nomina in poco tempo. Ma, per ben due mesi, la decisione del provveditorato lombardo si è fatta attendere, salvo poi tornare tutto come prima da gennaio. Una mancanza lamentata da più parti, in particolare dai presidi del territorio, privi di un punto di riferimento in grado di mediare fra le diverse esigenze per poi metterle sul tavolo durante gli incontri con le istituzioni.

Gli stessi sindacati avevano scritto una lettera chiedendo conto del ritardo: la Flc ha scritto proprio martedì al ministero e all’Usr chiedendo spiegazioni.

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