Scuole, consiglio rovente: «Un piano illegittimo che punisce le famiglie»

Consiglio comunale Giunta nel mirino dell’opposizione. Accuse di opacità e mancate intese, ma il sindaco tira dritto. Molteni: «Con i suoi modi Rapinese lacera la democrazia»

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«Un sacco di chiacchiere da gente che, quando ha governato, non ha messo a posto nemmeno una scuola. Quante cose intelligenti avranno detto, quante scuole hanno sistemato? Zero. Esattamente come il valore delle vostre chiacchiere». È stato questo il lapidario affondo con cui il sindaco Alessandro Rapinese ha liquidato le contestazioni della minoranza nel Consiglio comunale di lunedì sul Piano di riorganizzazione della rete scolastica.

Una seduta conclusa con il via libera della maggioranza alla manovra da 17,5 milioni di euro: le risorse verranno concentrate riducendo i plessi. Il tutto si è svolto nel silenzio della vicesindaco e assessore alle Politiche educative e sociali Nicoletta Roperto, mentre dalla minoranza si sono succeduti diversi interventi. Vittorio Nessi (Svolta Civica) ha aperto il fuoco contro la gestione dei tempi: «È la solita tecnica del non rispondere, il Gish Gallop, un profluvio di dati per evitare il punto. Ci avete fatto approvare la delibera in due ore come una pizza mangiata in piedi». Subito dopo Elena Negretti (Lega) ha mostrato una perizia sul degrado degli edifici: «Nel 2019 Rapinese voleva mandare i bambini alla Corridoni che oggi definisce marcia. E di fronte a questa relazione, perché non la chiude subito?».

Sulle debolezze della pianificazione si è scagliata Patrizia Lissi (Pd): «Manca da otto anni il Pgt. Il vostro motto è la denatalità, ma così spingete la gente verso le scuole private». Ad incalzare la giunta sulle risorse è arrivata poi Paola Ceriello (Forza Italia): «Che fine hanno fatto i 2 milioni per la Foscolo? Quanto è opportuno assumere decisioni così profonde a fine mandato?». Un’analisi condivisa da Luca Vozella (Svolta Civica): «A Ponte Chiasso la scuola è chiusa ma gli uffici restano aperti con costi vivi: per governare serve stabilità». Molto duri anche i giudizi sulle ricadute pratiche per i quartieri. Paola Tocchetti (Forza Italia) ha lanciato la controproposta: «Istituiamo una rete di scuolabus per sollevare i genitori dal traffico». Eleonora Galli (Pd) si è concentrata sulla funzione dei quartieri: «La scuola è una casa di comunità. In questi anni c’è stato il divertimento a fare sgambetti alle famiglie spostando 200 bambini senza ascoltarle». Sulla condotta del primo cittadino è scoppiata la protesta di Giordano Molteni (Forza Italia): «Il sindaco ha l’obbligo di confrontarsi e invece lacera la democrazia con uscite offensive di fronte al silenzio della presidenza».

Sul finale, Barbara Minghetti (Svolta Civica) ha bollato il piano come «un’occasione persa per non aver aperto gli spazi al pomeriggio come a Bologna o Lecco», mentre Stefano Legnani (Pd) ha sollevato dubbi di forma e sostanza sulla legittimità dell’atto: «Serve la previa intesa con gli istituti prevista dalla delibera regionale. L’intesa non c’è e i verbali mancano: l’atto è davvero legittimo?». La maggioranza ha tirato dritto, approvando il testo.

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