Seconda causa per i ciliegi di Como, Rapinese non si arrende

Via XX Settembre Il sindaco è deciso: vuole tagliarli e sostituirli con i peri. E dopo il ricorso contro la Soprintendenza, ora si rivale contro il Tar

Nemmeno adesso che sono fioriti e stanno regalando lo spettacolo consueto che va avanti ormai da quasi ottant’anni i ciliegi giapponesi di via Venti Settembre possono stare tranquilli. Dopo aver impugnato al Tar il parere (revisionato) della Soprintendenza che aveva posto il vincolo sul viale, adesso l’amministrazione guidata dal sindaco Alessandro Rapinese apre un nuovo fronte di guerra portando al Consiglio di Stato l’ordinanza con cui i giudici del Tar avevano concesso a febbraio la sospensiva (bloccando il taglio di tutte le piante) fino all’udienza di merito fissata per il prossimo 19 giugno. Una nuova causa legale quindi proposta – come si legge nei documenti – il 19 marzo scorso dal settore Opere pubbliche che ha «disposto di proporre appello cautelare avanti il Consiglio di Stato avverso l’ordinanza cautelare 170/2026 adottata in data 6.02.2026 dal Tribunale amministrativo regionale per la Lombardia». Da qui la segretaria generale ha incaricato l’avvocatura comunale, ma si è reso necessario affidare anche la domiciliazione a uno studio di Roma per un corrispettivo (all’interno dell’accordo quadro) pari a 1.524,96 euro.

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Una storia che risale al 1947

Insomma la battaglia a suon di carte bollate va avanti e nell’arco delle ultime due settimane sono due i ricorsi presentati da Palazzo Cernezzi con l’obiettivo di arrivare a tagliare – come previsto nel progetto originario proposto dall’agronomo e approvato dalla giunta - tutti i ciliegi di via Venti Settembre e sostituirli con i peri. L’amministrazione Rapinese contesta, come detto, alla Soprintendenza di aver cambiato il suo parere (richiesto dal Comune solo dopo le prime proteste e non preventivamente) sull’ok all’abbattimento degli alberi. Revisione arrivata in seguito a due tavoli tecnici convocati in Regione (disertati dal sindaco) che hanno analizzato una seconda perizia agronomica (che non ravvisava alcuna necessità di abbattere tutte le piante), ascoltato gli esperti di Ersaf e approfondito la valenza storica del viale che vede la presenza dei ciliegi già dall’immediato Dopoguerra. In un articolo sullo stato di giardini e aiuole pubblicato da “La Provincia” del 10 aprile 1947 veniva annunciato che «per i viali che ebbero le piante tagliate durante la guerra sappiamo per ora è in progetto l’alberatura di quello di via XX Settembre». E a raccontare come nacque la decisione di mettere i ciliegi, simbolo di rinascita (in quel caso dopo la guerra) è stata Giorgia Merlini, diventata successivamente portavoce del comitato per salvare gli alberi poiché fu sua nonna, Maria Raiteri, ad attivarsi all’epoca per far piantare i ciliegi per abbellire la via e a tramandare la storia a figli e nipoti. Ora si è aperto il fronte al Consiglio di Stato davanti al quale verrà portata l’ordinanza con cui il Tar ha sospeso gli abbattimenti in attesa di analizzare la situazione a giugno.

Tante le cause in corso che coinvolgono il Comune

Ricorsi, appelli e impugnazioni stanno caratterizzando l’attuale amministrazione che ha contestazioni legali su tantissimi argomenti: dalle scuole (primarie ed asili, alcune ancora in corso) a viale Geno e ancora il Luna park passando per maxi cause come il Carducci e quella già annunciata dai residenti per lo stadio.

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