Musica e “serate di ballo” nei locali di Como, linea dura del Comune: «Autorizzazione solo se c’è rispetto delle regole»

Sicurezza Dopo alcuni controlli nei locali cittadini, in linea con le richieste del ministero dopo il rogo di Crans Montana, l’amministrazione comunica che le richieste di esercizi non a norma sono state respinte

Como

Con una comunicazione che ricorda le regole in vigore sull’organizzazione di serate di “spettacoli di trattenimento musicali o danzanti”, ovvero serate in cui nei locali della città si organizza musica dal vivo o musica con possibilità di ballare, il Comune di Como ha giustificato una serie di controlli avvenuti in città e in provincia. Si tratta di controlli che sono stati collegati, nella sensibilità cittadina e del territorio, al rogo di Crans Montana e che sono infatti finalizzati a verificare la sicurezza dei locali pubblici.

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Il richiamo alla circolare del ministero dell’Interno

Palazzo Cernezzi con una comunicazione ha richiamato ancora i pubblici esercizi di Como a rispettare il Tulps, ovvero il Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza e una circolare del ministero dell’interno di gennaio 2026, in cui si fa riferimento esplicito proprio alla tragedia di Crans Montana che ha portato alla morte di 41 persone e a centinaia di giovani gravemente feriti, richiede un’intensificazione dei controlli di sicurezza dei locali in tutto il Paese.

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Attività “accessorie” se occasionali, ma se ricorrenti servono i permessi

Nella comunicazione di Palazzo Cernezzi si sottolinea da un lato come l’organizzazione di serate musicali o di ballo nei locali cittadini sia «una attività accessoria rispetto a quella principale della somministrazione» se queste avvengono occasionalmente e dall’altro, invece, come «una programmazione con cadenza saltuaria, ma ricorrente, di esibizioni artistiche con la presenza prolungata dei clienti comporta il rispetto delle disposizioni del Tulps e del relativo Regolamento di esecuzione» ovvero il rilascio di permessi specifici.

Permessi che, spiega l’amministrazione, non sono stati rilasciati in alcuni casi di richieste arrivate da locali della città proprio per via dell’impossibilità di questi di attenersi alle normative nazionali e di garantire quindi la sicurezza dei clienti.

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