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I dati In Lombardia solo Bergamo meglio del Lario. Il mancato pagamento dell’affitto resta la prima causa. Ma l’ufficiale giudiziario interviene più raramente
Lettura 2 min.Nel 2025, in provincia di Como, 198 sfratti sono stati eseguiti con l’intervento dell’ufficiale giudiziario, il 16,8% in meno rispetto all’anno precedente. La diminuzione riguarda tutte le fasi della procedura. I dati pubblicati in questi giorni dall’Ufficio centrale di statistica del ministero dell’Interno dicono che lo scorso anno i giudici hanno emesso nel Comasco 308 provvedimenti di sfratto, il 21,6% in meno rispetto al 2024.
Il calo è molto più marcato di quello nazionale (-7,56%) e di quello lombardo (-6,78%). In regione solo la provincia di Bergamo ha fatto registrare una diminuzione maggiore (-38,9%), mentre in sei province su dodici i provvedimenti sono aumentati, a cominciare da Lecco (+18,8%). Scendono anche le richieste di esecuzione, 239 (-24,1%). Le statistiche del ministero registrano solo i provvedimenti dei giudici e gli sfratti eseguiti con l’ufficiale giudiziario. Chi fa le valigie prima, perché trova un accordo con il proprietario o perché non riesce più a pagare e se ne va, nei numeri non compare.
Dei 308 provvedimenti comaschi, 242 sono per morosità o altre cause. Dietro la gran parte ci sono inquilini che non sono più riusciti a pagare l’affitto, la situazione che i proprietari temono di più. Per chi possiede un solo appartamento e conta sull’affitto per pagare il mutuo o integrare la pensione, restare mesi senza incassare il canone è un problema serio. Per questo i proprietari chiedono da tempo procedure più rapide per riavere l’immobile.
Gli altri 66 provvedimenti non nascono da un ritardo nei pagamenti, ma da un contratto arrivato a scadenza e non rinnovato. Spesso il proprietario chiede un canone più alto, che l’inquilino, magari anziano o con un reddito fisso, non riesce a sostenere. Oppure decide di affittare ai turisti. Dopo anni nello stesso appartamento, l’inquilino deve cercare un’altra casa, a volte lontano dal proprio quartiere. Alcune di queste situazioni si chiudono con un trasloco concordato. Altre arrivano davanti al giudice, che convalida lo sfratto e fissa la data in cui la casa va lasciata. Se l’inquilino non trova un’alternativa, arriva l’ufficiale giudiziario, anche più di una volta prima che l’appartamento venga liberato.
In città questo succede più spesso che altrove nel Comasco. Dei 67 provvedimenti emessi nel capoluogo, 45 sono per morosità o altre cause e 22 per finita locazione, quasi uno su tre. Nel resto della provincia i contratti scaduti sono 44 su 241, meno di uno su cinque.
In Italia nel 2025 i provvedimenti sono stati 37.122, il dato più basso dal 2004 se si esclude il 2020, l’anno del blocco degli sfratti per la pandemia, e meno della metà dei 77.526 del 2014. Quelli per morosità o altre cause, 26.632, sono i meno numerosi dal 2004, inizio della serie storica. Gli sfratti per finita locazione sono invece aumentati ogni anno dal 2020 e nel 2025 sono arrivati a 8.415, quasi il doppio dei 4.436 del 2015. Nel 2015 pesavano per meno del 7% sul totale, nel 2025 per quasi un quarto. La Lombardia è la regione con più sfratti in Italia, 6.128 provvedimenti e 3.085 esecuzioni. Nel 2025 qui sono crollate soprattutto le richieste di esecuzione, scese del 60%, mentre gli sfratti eseguiti sono diminuiti del 35,8%.
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