Siamo ciò che viviamo: la lezione dell’esposoma
Como Ritorna a villa del Grumello la Lake Como School of Advanced Studies. Prima serata dedicata al legame tra corpo e fattori ambientali
Como
Stress, alimentazione, inquinamento, attività sportiva: questo e molto altro giocano ormai un ruolo sempre più decisivo nell’insorgere di patologie. Che fattori ambientali e sociali abbiano un impatto così cruciale è stato provato anche dall’esposoma, un nuovo approccio scientifico che integra questi fattori allo studio delle risposte biologiche dell’organismo nel corso della sua vita. Prova del nove in questo senso è stata l’esperienza del Covid: «L’abbiamo vissuto sulla nostra pelle: chiusi in casa e isolati, sempre più giovani hanno sviluppato patologie psichiatriche» ha spiegato Jessica Mingardi, ricercatrice in Farmacologia all’Università degli Studi di Milano, durante il primo incontro delle Serate della Lake Como School of Advanced Studies a Villa del Grumello. L’idea di base è che fattori come alimentazione e attività fisica non incidano soltanto sulle patologie cardiovascolari, ma su tutto il benessere psicofisico dell’individuo, inclusa la salute mentale. «La persona non si “spezzetta”: cardiologo, dermatologo e tutti gli altri specialisti dovrebbero dialogare tra di loro e considerare l’individuo nella sua totalità, con tutto il suo bagaglio sociale e ambientale» ha ribadito anche Laura Musazzi, professoressa associata di Farmacologia all’Università degli Studi di Milano-Bicocca. In questo senso, sempre più decisivo anche il ruolo dell’AI. Anche in ambito medico, l’intelligenza artificiale potrebbe dare il suo contributo attraverso la simulazione di tutte quelle combinazioni di fattori che determinano l’insorgere della patologia. Nella stessa direzione, anche la diffusione di dispositivi tecnologici, come gli orologi digitali, capaci di tenere traccia del battito cardiaco, della pressione e della temperatura. L’esposoma però è anche una risorsa essenziale durante il trattamento di una patologia in corso: «Il farmaco è senz’altro prioritario, ma piccoli accorgimenti, come una dieta più sana e un ambiente meno inquinato, possono fare la differenza». Altrettanto incisivi sono il contesto familiare e il benessere psichico: «Basta lo stigma sulla malattia psichiatrica: salute fisica e mentale devono convergere – ha sottolineato la professoressa Musazzi – Per questo l’esposoma non può limitarsi alla pura ricerca scientifica». Grazie al suo approccio epidemiologico, la ricerca tramite esposoma ambisce a reindirizzare politiche sociali e ambientali e a ridisegnare interi contesti sociali per adeguarli alla salute dell’individuo.
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