Social media vietati ai minori di 15 anni: dopo l’Australia, anche la Grecia annuncia il divieto

Tecnologia La normativa entrerà in vigore il 1° gennaio 2027. In Europa anche altri stati, tra cui Spagna e Francia, già stanno valutando misure simili

Como

Il premier greco, Kyriakos Mitsotakis lo ha annunciato poche ore fa, in un video pubblicato sui social media: la normativa per vietare i social media agli under 15 «arriverà nell’estate del 2026 ed entrerà in vigore il primo gennaio 2027». Ma non è una sorpresa. Perchè prima che la Grecia decidesse di legiferare in materia di piattaforme, in Australia divieti di questo tipo sono già realtà dallo scorso dicembre in virtù dell’Online Safety Amendment (Social Media Minimum Age) Act 2024, che ha obbligato dieci piattaforme (tra cui TikTok, Instagram, Facebook, Snapchat e YouTube) a bloccare l’accesso ai minori di 16 anni, introducendo sistemi di verifica dell’età che vanno ben oltre la semplice autodichiarazione, ad esempio basandosi sulla biometria facciale o sui documenti. Per la prima volta, l’utilizzo dei social media è stato equiparato, in termini di limite d’età, al consumo di alcol e tabacco.

La maratona dell’UE

Nella maratona per tutelare il benessere e la crescita degli adolescenti, il premier greco ha dichiarato di voler estendere questa misura a livello comunitario. Va detto che all’interno dell’Ue, ci sono stati membri che già si stanno muovendo in questa direzione. In Austria, ad esempio, il governo presenterà entro giugno un disegno di legge per introdurre un divieto di accesso ai social media per tutti i minori di 14 anni. «Ciò che non tollereremmo dai nostri figli di persona, non dovremmo accettarlo nemmeno nel mondo digitale» ha detto il vice cancelliere e ministro dei media Andreas Babler, che ha precisato come l’intervento legislativo non si limiterà alla sola restrizione anagrafica, «ma includerà regole chiare per le piattaforme e il potenziamento dell’alfabetizzazione mediatica».

Anche la Spagna - dove secondo l’agenzia Reuters l’82% dei cittadini si dichiarano favorevoli ad un eventuale divieto - si unisce sulla coda di Australia e Grecia. A febbraio il primo ministro Pedro Sánchez aveva inserito il provvedimento all’interno di un più ampio pacchetto di iniziative per la tutela dei minori online: «Le piattaforme dovranno mettere in atto sistemi efficaci di verifica dell’età, non solo caselle da spuntare, ma vere e proprie barriere che funzionino» aveva sottolineato.

Discussioni di questo tipo sono in atto anche in Regno Unito, Danimarca, Francia e Germania. Resta invece da capire quali siano le intenzioni dell’Italia, dove manca un anno alla fine della legislatura e solo in questi giorni si è deciso di ripescare dai faldoni del Senato il ddl 1136, originariamente firmato dalla senatrice di Fratelli d’Italia Lavinia Mennuni e presentato, con un supporto bipartisan, a maggio 2024. Il testo, che risulta in corso di esame in commissione, vieterebbe account per gli under 15 e metterebbe nuovi vincoli anche al fenomeno dei baby influencer.

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