Sorpresa, nel Comasco torna la nebbia. In un anno i giorni sono raddoppiati

Meteo Nel 2022 ne abbiamo avuta quanto Milano. L’esperto: «Da noi il fenomeno è legato alla temperatura del lago, che è in aumento»

Dopo anni di inverni dal cielo terso, le giornate nebbiose a Como sono tornate ad aumentare. È quanto risulta dai dati relativi al 2022 utilizzati per l’Indice di vivibilità climatica, un progetto avviato nel 2021 dai meteorologi de IlMeteo.it in collaborazione con il Corriere della Sera. I dati provengono dal Centro Meteo Europeo e dagli aeroporti e si riferiscono alle 108 città capoluogo italiane.

Mentre in altre città lombarde tradizionalmente più nebbiose il numero delle giornate interessate tende a diminuire, a Como nel 2022 è più che raddoppiato rispetto al 2021 ma anche alla media dei 12 anni precedenti: 34 giornate di nebbia rispetto a 16. Più di Varese, dove il trend è in aumento ma le giornate di nebbia si sono fermate a 30, molto più di Lecco dove le giornate di nebbia sono state appena 19 e con trend in discesa, e meno di Milano.

Il numero delle giornate di nebbia viene considerato dagli autori dello studio come un indicatore del cambiamento climatico. La nebbia dipende dall’umidità relativa, che deve superare il 95%, dall’assenza di pioggia e dalla temperatura dell’aria inferiore ai 12 gradi. Queste condizioni devono mantenersi per almeno tre ore. «Per la formazione della nebbia servono due ingredienti fondamentali, - spiega Gianluca Be rtoni, ingegnere ambientale e meteorologo - il freddo e l’umidità. Per questo generalmente si forma nelle mattine d’inverno e in periodi umidi. Negli ultimi anni abbiamo avuto inverni sempre meno freddi e sempre più secchi, ma nelle zone di lago è determinante anche la temperatura superficiale dell’acqua».

Perché c’è nebbia e nebbia. In pianura si forma per condensazione quando il terreno raffredda più rapidamente dell’aria. Durante le notti serene, in presenza di un anticiclone il suolo perde calore per irraggiamento e si raffredda di conseguenza lo strato d’aria più superficiale, facendo condensare il vapore. Nell’area metropolitana a questo fenomeno si aggiungono i particolati e alcuni tipi di inquinanti, come gli ossidi di zolfo, a fare da nuclei di condensazione. Sui laghi, quando la temperatura dell’aria è inferiore a quella della superficie dell’acqua aumenta l’evaporazione, e soprattutto nei giorni di inversione termica, dove gli strati d’aria faticano a rimescolarsi, si forma facilmente la nebbia. «È probabile - spiega l’esperto - che nelle nostre zone insieme alla temperatura dell’aria sia aumentata la temperatura del lago, almeno in superficie».

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