Sostenere i progetti dell’università. Raccolta fondi al via
Insubria Possibile supportare in modo diretto le iniziative dell’ateneo. Si comincia con un lavoro sulle criticità del fotovoltaico nella città di Volta e uno studio su come l’insicurezza può cambiare i movimenti urbani delle donne
Consentire alla comunità di sostenere in modo diretto progetti ideati e sviluppati da docenti e team dell’ateneo, nei laboratori scientifici e nei percorsi di ricerca medici, umanistici, economici e giuridici. Con questo obiettivo l’Università dell’Insubria ha lanciato InsubriaCrowd, la sua prima campagna di crowdfunding per la ricerca.
L’iniziativa nasce con lo scopo di avvicinare la ricerca alla società, rendendone visibili i contenuti, le sfide e le ricadute concrete. Non si tratta di una raccolta fondi generica, ma di campagne mirate: pochi progetti alla volta, raccontati con un linguaggio accessibile, con obiettivi definiti e con l’indicazione puntuale di come verranno utilizzati i contributi raccolti. Le iniziative si alterneranno nel tempo, offrendo la possibilità di sostenere ambiti diversi della ricerca universitaria.
«Con InsubriaCrowd vogliamo creare un ponte tra la ricerca universitaria e la società - evidenzia Loredano Pollegioni, delegato della rettrice per la Ricerca e l’innovazione tecnologica -. La ricerca non è qualcosa di astratto: è fatta di persone, di curiosità, di sfide concrete. Sostenere un progetto significa accompagnare un percorso di innovazione, amplificare l’impatto delle idee e dare un senso tangibile all’impegno di chi lavora ogni giorno per produrre nuova conoscenza».
La campagna
La campagna parte con due progetti molto diversi tra loro, che raccontano bene la varietà e la ricchezza delle ricerche dell’ateneo: «Como Solare: innovare il fotovoltaico nella Città di Volta» e «We-DanSe – Women, Dance and Security in Urban Space», già visibili a tutti, illustrati nei dettagli con schede, foto e video e dettagli su www.insubriacrowd.it. «Como Solare: innovare il fotovoltaico nella Città di Volta», ideato dalla scienziata dei materiali Jenny G. Vitillo con un team multidisciplinare di chimici, fisici ed ecologi, affronta due criticità del fotovoltaico: il surriscaldamento dei pannelli e lo spreco di una quota di luce solare non convertita in energia. La ricerca propone di combinare materiali che favoriscano la dispersione del calore con processi che rendano utilizzabile più luce solare. Oltre agli sviluppi sperimentali, il progetto esplora anche possibili applicazioni in ambito tessile, proponendo connessioni tra innovazione scientifica e tradizione produttiva del territorio comasco.
«We-DanSe – Women, Dance and Security in Urban Space», coordinato dalla prof Valentina Albanese, utilizza la danza per rendere visibili le disuguaglianze che molte donne vivono quotidianamente nello spazio pubblico. Muoversi in città non è un gesto neutro: spesso le scelte di percorsi, orari o comportamenti nascono da strategie di adattamento legate alla percezione di insicurezza.
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