Stangata sull’energia per imprese e famiglie: in Lombardia +22%

L’escalation della crisi in Medio Oriente e nel quadrante del Golfo Persico torna a proiettare ombre pesanti sul sistema economico regionale

Como

L’escalation della crisi in Medio Oriente e nel quadrante del Golfo Persico torna a proiettare ombre pesanti sul sistema economico della Lombardia, agendo come un moltiplicatore di incertezza per il tessuto produttivo regionale.

Secondo le recenti stime elaborate dal Centro Studi Sintesi per Cna Lombardia, lo scenario per il 2026 delinea un quadro estremamente complesso: il costo energetico complessivo, sommando le voci relative a gas naturale ed energia elettrica, è destinato a subire un’impennata del 22%, passando dai 23,6 miliardi di euro stimati per il 2025 a oltre 28,8 miliardi.

Questa crescita di oltre 5 miliardi di euro in un solo anno rappresenta una sfida senza precedenti per la tenuta del sistema manifatturiero e per i bilanci delle famiglie lombarde.

Analizzando nel dettaglio le due commodity, emerge come sia il gas a soffrire maggiormente le tensioni geopolitiche, con un incremento previsto del 28%. Tale dinamica è strettamente correlata alla vulnerabilità delle rotte di approvvigionamento, in particolare attraverso lo Stretto di Hormuz; la Lombardia, che ospita una quota rilevante del parco termoelettrico nazionale, si trova in una posizione di particolare esposizione, non avendo alternative scalabili nel breve periodo.

Per quanto riguarda l’energia elettrica, l’aumento si attesta intorno al 19%, una percentuale leggermente inferiore grazie alla parziale resilienza offerta dal mix energetico nazionale, che beneficia della quota di produzione da fonti rinnovabili non direttamente condizionata dalle fluttuazioni del prezzo del metano. Il rincaro vale 2,9 miliardi a livello regionale, 119 milioni per la sola provincia di Como.

L’impatto settoriale evidenzia criticità profonde nel comparto manifatturiero, che da solo assorbe il 47% della spesa elettrica regionale. Per questo settore, il 2026 potrebbe comportare un aggravio di costi pari a 1,3 miliardi di euro rispetto all’anno precedente. Anche il comparto dei servizi e quello del commercio subiranno contraccolpi significativi, con incrementi stimati rispettivamente in 830 e 190 milioni di euro. Sul fronte del consumo di gas, il settore domestico e quello industriale si spartiscono quasi equamente la pressione, gravando per circa il 29% ciascuno sulla spesa totale. La particolare configurazione urbanistica della Lombardia, caratterizzata da un’alta densità di condomini, rende l’incremento di spesa per il riscaldamento particolarmente oneroso, con un aumento previsto di 850 milioni di euro per le utenze domestiche.

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