Studenti stranieri, a Como sono 9mila. Nella proposta del governo un tetto del 30%

Da Roma L’annuncio in vista del prossimo Consiglio dei ministri. I presidi avanzano i primi dubbi per le città e i quartieri ad alta densità di persone straniere

Lettura 1 min.

Como

«Non esiste che in classe a sentirsi in un angolo siano bambini italiani perché sono diventati la minoranza»: interviene così il presidente Giorgia Meloni, che domenica (20 settembre) sul palco della festa di Gioventù Nazionale ha annunciato un prossimo Consiglio dei ministri in cui il governo fisserà al 30% la quota di studenti stranieri in ogni classe di ogni istituto scolastico. Una misura pensata per evitare il formarsi di “classi ghetto”, e che in realtà riprende una vecchia circolare firmata nel 2010 dalla ex ministra dell’Istruzione Mariastella Gelmini. Ora però si vuole trasformare quel tetto in una legge. I dettagli non sono ancora chiari,anche sull’obbligo per i genitori di studenti stranieri con problemi gravi di inserimento scolastico a imparare l’italiano.

Nelle scuole italiane, dall’asilo alle superiori, sono 930 mila gli alunni non italiani e più di un quarto si trova in Lombardia (236mila, ovvero il 26%, con un aumento di 15mila in quattro anni). In provincia di Como, tra scuole pubbliche e private, gli studenti iscritti con cittadinanza straniera sono circa 9mila. I dati immediatamente disponibili sono quelli di Istat, aggiornati al 2024 con percentuale sul totale degli alunni:

- INFANZIA: 1.543 (12,1%)

- PRIMARIA 3.501 (14%)

- SECONDARIA DI 1° GRADO: 2.214 (13,2%)

- SECONDARIA DI 2° GRADO: 1.755 (8,6%)

Dopo le dichiarazioni di Meloni, alcuni presidi da tutta Italia hanno sottolineato le potenziali gravi conseguenze dal punto di vista pratico di una legge di questo tipo. Ad esempio, nei quartieri ad alta densità di persone straniere, il diritto allo studio potrebbe essere leso, perchè verrebbe a meno il principio della prossimità, dovendosi spostare altrove gli studenti eccedenti il tetto del 30%. «La scuola deve prendere le iscrizioni dei ragazzi del quartiere, soprattutto per le scuole di infanzia e per la primaria» e «se in quella zona è maggioritaria la presenza di stranieri, che facciamo? Li mandiamo via?» interviene Antonello Giannelli, presidente dell’Associazione nazionale presidi Anp. Per questo la circolare che mette un tetto del 30% «non ha potuto trovare applicazione». «In ogni caso - aggiunge Giannelli - una circolare non è cogente, è una raccomandazione. Se ci sarà una legge, vedremo».

© RIPRODUZIONE RISERVATA