Svolta digitale per Tac e risonanze. Disponibili online nel fascicolo sanitario
Innovazione. La Regione ha annunciato l’integrazione di tutte le immagini entro fine 2026. L’obiettivo è consentire la consultazione diretta da remoto, eliminando il disagio per i pazienti
Lettura 2 min.I viaggi dei pazienti con esami e referti in mano: la Regione promette di inviare a tutti le immagini online.
Fatte salve le urgenze, in caso di mancata presa in carico diretta, tanti malati cronici — ma anche comuni pazienti ai primi acciacchi — oggi si ritrovano a fare la spola tra diversi ambulatori e ospedali, a seconda di dove ci sia posto, per sottoporsi a esami e visite. I risultati, per chi ha attivato il fascicolo sanitario elettronico, arrivano online prima ancora della visita specialistica. Tuttavia, in caso di Tac e risonanze magnetiche, le immagini della diagnosi non sono presenti (trattandosi di file di norma molto pesanti) e viene allegato solo il referto scritto.
Un tempo, lastre e approfondimenti venivano esaminati direttamente dai medici della struttura in cui si era svolto l’esame, avendo già fissato in precedenza l’appuntamento di controllo. Negli ultimi anni, invece, ai pazienti vengono sempre più spesso consegnate le immagini stampate o digitali, affinché si rechino a farle valutare dallo specialista o dal medico curante che segue il caso altrove. Tanti grandi ospedali, infatti, oggi tendono a concentrarsi sull’emergenza e sulla complessità, offrendo ridotta disponibilità per i controlli di routine; questi ultimi si trovano più facilmente tramite centralino o sito online in altri poliambulatori accreditati, talvolta distanti.
Finora il supporto principale per la consegna delle immagini diagnostiche è sempre stato il Cd, da richiedere agli sportelli dopo l’esame; senza troppo successo, alcuni centri hanno poi introdotto la chiavetta Usb, mentre altre strutture offrono la possibilità di scaricare tutto via web dal proprio sito.
Inoltrare il materiale ai medici dell’altra struttura presso cui si è prenotata la visita, però, non è così immediato. Molti computer ormai non sono dotati di lettore Cd — dischetti che comunque bisogna tornare a ritirare qualche giorno dopo l’esame, magari a Menaggio o a Gravedona, dato che per la diagnostica ci sono spesso posti liberi a Sondrio e dintorni. La chiavetta Usb, d’altro canto, non viene accettata da quasi nessun centro per ragioni di sicurezza informatica, nel timore di virus e attacchi hacker. Spedire le immagini via e-mail è altrettanto complicato, poiché gli allegati superano i limiti di dimensione consentiti. Sarebbe invece necessario consegnare tutto ai medici con un certo anticipo, per dar loro il tempo di confrontare gli esiti con la storia clinica del paziente — sempre che abbiano la possibilità tecnica di visionare tutti gli esami pregressi a computer.
In questo scenario, un paziente giovane riesce ancora a cavarsela con qualche spostamento in più, qualche dischetto e qualche file online. Per chi ha qualche anno in più, invece, questi passaggi rappresentano una faticosa odissea. Ciò premesso, le strutture del territorio, Como compresa, cercano comunque di seguire al meglio gli assistiti senza lasciarli soli. Sul tema, la Regione ha promesso di caricare per tutti le immagini degli esami direttamente sul fascicolo sanitario online, consentendo a ogni specialista di consultare il materiale a prescindere dalla sede in cui è stato effettuato l’approfondimento. Si partirà dall’Asst del Garda, poi da Bergamo, per poi estendere il servizio a tutti gli altri ospedali entro la fine del 2026, pur senza scadenze perentorie.
«Questo è un passo importante per un problema molto sentito dai pazienti – commenta Fernanda Donchi, responsabile di Cittadinanza Attiva a Como e del Tribunale dei diritti del malato –. Va detto però che un tempo diagnosi, visite, valutazioni e controlli venivano gestiti da un unico centro e da un unico team di medici, senza costringere le persone a peregrinare continuamente tra ospedali e ambulatori».
© RIPRODUZIONE RISERVATA