Tempo scaduto per i ciliegi: la Regione tenta il salvataggio

Il caso Ieri sera nuovo presidio dei residenti, l’abbattimento è previsto per domani mattina. L’assessorato regionale scrive alla Soprintendenza: «Gli alberi sono sani, il Comune si fermi»

La decisione del Comune di Como di tagliare, a partire da domani mattina presto, i ciliegi di via XX Settembre al centro da un mese e mezzo di una vera e propria guerra, ha riacceso la mobilitazione dei cittadini che ieri alle 18 si sono ritrovati in una sessantina nel viale alberato per manifestare ancora una volta la loro contrarietà. E sempre ieri sera è arrivata, a sorpresa, una presa di posizione da parte di Regione Lombardia che ha chiesto formalmente al Comune di Como di fermare gli abbattimenti e alla Soprintendenza di rivedere l’autorizzazione alla luce della nuova perizia richiesta dal comitato e che, sostanzialmente, evidenzia – a differenza di quella redatta per il Comune - come non sia necessario tagliare tutte e 45 le piante.

È stato il consigliere regionale Sergio Gaddi a leggere la lettera inviata ieri dall’assessore al Territorio Gianluca Comazzi con la quale ha chiesto di «rivedere decisione sugli abbattimenti dei ciliegi». Una richiesta che nasce «dalle segnalazioni dei cittadini, dalle contestazioni emerse anche sulla stampa locale e dagli approfondimenti tecnici effettuati, che evidenziano il valore storico, paesaggistico e ambientale del viale e le buone condizioni della maggior parte degli alberi».

Il sopralluogo dell’Ersaf

Fanno presente che lo stesso assessore lo scorso 2 dicembre aveva effettuato un sopralluogo a Como con un tecnico Ersaf «verificando direttamente che i ciliegi presenti, ad eccezione di pochissimi esemplari, risultano piante innestate, robuste e in buono stato di salute, adatte al contesto urbano». Nel dettaglio «con la comunicazione inviata, Regione Lombardia chiede alla Soprintendenza di rivedere il parere paesaggistico già rilasciato e invita il Comune di Como a riconsiderare la posizione assunta, sospendendo l’intervento e avviando un confronto tecnico tempestivo».

Una giornata decisiva

La giornata di oggi sarà quindi decisiva per capire se ci saranno o meno ulteriori interventi da parte dell’Ente di tutela del paesaggio che si era espresso su richiesta del Comune (inviata però solo dopo le prime proteste e nel pomeriggio del giorno stabilito per il taglio, lo scorso 17 novembre). A meno di (nuovi) colpi di scena infatti domani mattina entreranno in azione le motoseghe.

Tornando alla mobilitazione di ieri sera erano presenti la portavoce del Comitato Giorgia Merlini, diversi residenti nella zona e rappresentanze politiche trasversali. Oltre al forzista Gaddi c’erano il coordinatore cittadino di FdI Alessandro Nardone, la portavoce di Europa Verde Elisabetta Patelli, il capogruppo del Pd a Palazzo Cernezzi Patrizia Lissi, i due esponenti di Svolta Civica Barbara Minghetti e Vittorio Nessi e Teresa Minniti per l’associazione Nova Como. La manifestazione è stata indetta nel giro di poche ore, non appena sono comparsi di prima mattina i cartelli con i divieti di sosta messi dall’azienda Peverelli che hanno segnato la svolta dopo un mese di calma legato all’accoglimento da parte del Tar della richiesta cautelare urgente presentata lo scorso 13 dicembre. Tar a cui probabilmente in queste ore busseranno nuovamente i cittadini. Proprio ieri mattina il Comitato aveva annunciato l’avvio di una raccolta fondi sulla piattaforma “GoFundMe” «finalizzata a sostenere le spese connesse alle attività di tutela in corso» e coordinata da Nova Como (in un solo giorno ha già superato i 2mila euro). La raccolta fondi «ha l’obiettivo di contribuire alle spese legali e tecniche connesse alle attività di tutela attualmente in corso e a quelle che potrebbero rendersi necessarie nelle prossime fasi.Si tratta di un contributo volontario, improntato alla massima trasparenza».

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