Tensione a Sant’Agostino, sgomberato il pontile dei Taxi Boat (Il video)
Il caso. Il settore delle locazioni sul lastrico tra la minaccia di multe e il nodo sicurezza
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Un blitz all’alba, sotto gli occhi vigili di una ventina di agenti delle forze dell’ordine, e nel silenzio rassegnato di decine di lavoratori. Nella mattinata di questo martedì 1° settembre, gli addetti della Ghi.mas. inviati dalla società Csu (Como Servizi Urbani), hanno completato le operazioni di sgombero e distacco del pontile di Sant’Agostino.
Il dispiegamento sul campo è stato imponente tra Polizia di Stato, Polizia Locale, Guardia di Finanza, Guardia Costiera e personale della Digos che hanno presidiato l’area per garantire l’ordine pubblico. L’intervento si è svolto senza gravi escalation, ma in un clima di fortissima tensione. La categoria dei taxi boat e del noleggio con conducente (Ncc) denuncia infatti di essere presa di mira da sanzioni selvagge. Un clima esasperato sfociato, solo due giorni fa (il 29 agosto), in una lite a margine dei controlli.
Ora la categoria si trova di fatto bloccata ed è costretta a guardare alla data cruciale del 21 settembre, giorno in cui si terrà l’udienza al Tar sul ricorso presentato dagli operatori contro i provvedimenti del Comune. Fino a quella data, l’incertezza sul futuro e sull’eventuale restituzione del molo o sull’agibilità dei pontili rischia di paralizzare decine di attività e famiglie.
La trappola del nuovo pontile e il regolamento Csu
L’alternativa indicata dall’amministrazione comunale è il pontile di Villa Margherita. Tuttavia, gli addetti ai lavori ne denunciano da tempo la potenziale pericolosità. Proprio ieri le associazioni di categoria hanno incaricato un perito per svolgere un’indagine tecnica sulla struttura, i riscontri verranno presentati a breve in Procura.
Ma a pesare sul settore è anche un nodo normativo: il regolamento della Csu, l’ente che gestisce i porti del bacino comasco, che esclude dall’utilizzo del pontile le unità senza conducente.
Non nasconde la rabbia Tommaso Zonca, imprenditore del settore:
Tommaso Zonca fa i conti sulle perdite economiche quotidiane per le piccole e grandi imprese: «Calcoliamo una barca piccola a 150 euro all’ora: togli i costi, i dipendenti, la benzina e le tasse, rimangono circa 600 euro netti al giorno. Chi ha una sola barca perde dieci ore di prenotazioni giornaliere al 1° settembre. E parliamo di chi è giovane, figuriamoci chi ha un mercato online avviato da anni e fattura 1.500 euro al giorno solo di prenotazioni. Con i grandi scafi in legno si muovono anche 2.500 euro a viaggio: per 20 giorni di fermo, ad esempio, si parla di cifre enormi che si vanno a perdere. Così almeno l’80-90% delle aziende non potrà più lavorare».
Costi esorbitanti e l’ombra del TAR
Non meno dura è la posizione dei conducenti dei taxi boat. Alberto Billo, il capitano che ad inizio agosto si era distinto per aver tratto in salvo un ragazzo dall’annegamento nelle acque del lago durante un tour, sottolinea come il sistema di prenotazione e pagamento a slot previsto a Villa Margherita sia insostenibile: «Con l’1 settembre ci è stato intimato l’utilizzo del nuovo pontile che l’amministrazione comunale ha deciso di rendere agibile per i taxi boat. Un pontile che, a nostro avviso, non ha i presupposti per la sicurezza e non ha i presupposti per i numeri destinati alla nostra attività, cresciuti enormemente negli ultimi anni. Per accedere bisogna preregistrarsi ed essere accettati, ma il pregiudizio può essere dato da precedenti multe o Daspo. Su questa mossa del Comune siamo infatti in ricorso al Tar».
Billo contesta anche la stangata sulle tariffe di approdo: «Una volta registrati si paga 10 euro a tour. Con quattro natanti, lavorando 8 ore, pago 320 euro al giorno. C’è chi ha un pontile privato e paga 1.800 euro all’anno fatturando milioni, e io dovrei pagare la stessa cifra in una settimana? Ma è anche una questione di operatività: lo slot va prenotato online, ma se ho una chiamata dell’ultimo minuto non posso più farlo perché la capienza è irrisoria. In una giornata con il lago piatto è facile, ma basta un po’ d’onda e quel pontile diventa inutilizzabile. Si crea un imbuto e un problema di sicurezza per 20 barche. È una follia ben studiata per distruggerci. Il Tar ha respinto la richiesta d’urgenza la settimana scorsa: andremo a capire cosa accadrà all’udienza del 21 settembre, ma fino ad allora la gran parte dei ragazzi non lavorerà».
La disperazione degli stagionali e l’allarme dei consorzi
Mentre sul pontile diversi giovani lavoratori rimangono a braccia incrociate sconsolati, cresce la preoccupazione per l’intero comparto della locazione. I rappresentanti della categoria evidenziano come le aziende che effettuano il noleggio senza conducente si trovino improvvisamente senza un punto d’imbarco né indicazioni da parte delle autorità, lasciando decine di dipendenti e famiglie nell’incertezza più totale sul proprio futuro lavorativo.
A farsi portavoce del malcontento è anche Matteo Planta, presidente del consorzio degli operatori del noleggio barca con conducente:«Scriveremo comunicando alla Csu che non siamo d’accordo con questa imposizione per obbligo, ma seguiremo le regole in attesa dell’udienza al Tar del 21 settembre. In tutti i posti ci vogliono le regole, ma questo divieto e lo stacco del pontile sono eccessivi, è un vero e proprio danno. E sulla sicurezza a Villa Margherita, basta guardare come si muove la struttura: l’incidente, prima o poi, purtroppo arriverà».
Il distaccamento del pontile di Sant’Agostino.
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