Tensione al porticciolo di Sant’Agostino: «Io spinto dai vigili e finito in ospedale»
Como Prima il diverbio con un cliente per l’elica danneggiata, poi lite con un agente della Polizia locale. Il giovane ha rimediato due costole incrinate. Il Comando assicura: «Faremo accertamenti»
Lettura 2 min.Una contestazione per un’elica danneggiata, una chiamata alle forze dell’ordine per fermare dei turisti in fuga e poi un’escalation di tensione terminata in ospedale. È la ricostruzione di quanto avvenuto il 29 agosto sul lungolago di Como fatta da Tommaso Zonca, giovane imprenditore attivo nel settore del noleggio imbarcazioni, al centro di un episodio che ora finirà sul tavolo della Procura.
I fatti prendono il via nel pomeriggio, quando una famiglia di turisti cinesi riconsegna un natante. Al momento dei controlli di rito, il personale nota che l’elica del motore è distrutta.
«Gli faccio vedere il contratto e discutiamo per mezz’ora, ma non volevano pagare - spiega Zonca -. Sul contratto abbiamo clausole chiare: se rompi, c’è un prezzo prestabilito. Quando ho capito che rifiutavano ogni addebito, ho deciso di chiamare il 112».
La richiesta di aiuto alla polizia locale
Con la linea telefonica a singhiozzo, Zonca nota sul marciapiede alcuni agenti in borghese e, in strada, un agente della Polizia Locale. «Alla poliziotta ho chiesto con cortesia se poteva fermare i turisti che si stavano allontanando, ma mi ha risposto che stava facendo altro. Per fortuna il suo collega si è mosso. Poi è arrivato l’agente in moto e gli ho spiegato al volo cosa era successo».
Da quel momento, tuttavia, l’attenzione sembra spostarsi sulle modalità con cui il giovane ha raggiunto la barca per far vedere il danno ai turisti e agli agenti. «Ho scavalcato delle transenne sul muretto, che erano già rotte. In quel momento l’agente ha iniziato a urlare che stavo rovinando il suolo pubblico e che avevo distrutto la transenna. Io sono stato molto sorpreso da quella reazione».
Di fronte alla fuga dei clienti e alla minaccia di denuncia per il passaggio oltre le barriere, la discussione tra il noleggiatore e il vigile si alza di toni, fino al contatto fisico.
«Continuava a insistere, c’era molta gente presente - prosegue Zonca -. Nessuno lo stava insultando, ma a un certo punto mi ha spinto forte sullo sterno. Pensava che lo stessi registrando con lo smartphone e mi ha preso il cellulare di forza, tenendoselo dietro la schiena per pretendere le mie generalità».
La situazione è precipitata quando l’imprenditore è riuscito a riprendere il proprio apparecchio: «Si è girato arrabiatissimo. Ha iniziato a spingermi con violenza contro la panchina fino a farmici cadere sopra. I ragazzi attorno mi dicevano: “Stai attento,non reagire”. Avevo una rabbia incredibile, ma l’ho soltanto allontanato per difesa. Poi ha messo le mani nei pantaloni per tirare fuori le manette, finché non sono arrivati altri colleghi e Carabinieri che hanno riportato la calma».
Avviate le indagini interne
Dopo aver consegnato i documenti al resto del personale intervenuto, Zonca ha avvertito i primi malesseri fisici che hanno richiesto l’intervento del 118: «Ho iniziato a sentire un dolore fortissimo alla schiena e alla pancia. In ospedale, dalla Tac, hanno riscontrato due costole incrinate sul lato destro. Fatico a respirare e mi hanno dato 14 giorni di prognosi».
La vicenda proseguirà ora per vie legali: «Il mio avvocato mi ha raccomandato di depositare l’esposto direttamente in Procura, portando i video girati dai testimoni. Un comportamento del genere da chi deve garantire l’ordine pubblico non è ammissibile».
Sulla vicenda è intervenuto anche il comandante della Polizia Locale di Como, Vincenzo Aiello, confermando l’avvio delle verifiche interne sull’accaduto.
«Il Comando è assolutamente a conoscenza dei fatti - spiega -. Sul posto sono intervenuti quattro o cinque nostri operatori oltre all’ufficiale di turno. Il Comando farà tutti gli approfondimenti del caso in ogni direzione».
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