Ticinese multato per divieto di sosta. Non ha soldi: rimandato a casa a piedi

Il caso L’episodio a Ponte Chiasso, dove un’auto con targa svizzera sostava sulla corsia dei bus. Il proprietario costretto a tornare in Svizzera per prelevare. La polizia locale: lo prevede la legge

A Ponte Chiasso multato un ticinese: deve tornare in Svizzera a piedi per prelevare e pagare subito la sanzione.

I residenti del quartiere al confine con la dogana raccontano di una macchina con targa ticinese fermata e multata ieri per sosta vietata. L’auto era parcheggiata sulle strisce dei bus mentre il conducente stava bevendo un caffè in un vicino bar.

Il pubblico ufficiale, descritto sempre dagli abitanti come molto zelante, ha dunque firmato la contravvenzione chiedendo il dovuto al trasgressore svizzero. Il quale, senza contanti in tasca e senza la possibilità di pagare subito con la carta, è dovuto andare a piedi a prelevare. Sì, perché codice alla mano i cittadini stranieri multati sul posto e di persona sono tenuti a saldare subito la sanzione. Pena, a mali estremi, non poter tornare al volante della vettura.

Cosa dice la norma

Il veicolo di fatto può essere bloccato fino al pagamento della contravvenzione. Solo che, nel caso specifico, il ticinese al volante come detto nel portafoglio non aveva abbastanza banconote e il pubblico ufficiale che l’ha colto sul fatto non aveva con sé il lettore per strisciare la carta di credito o il bancomat.

Il diktat del sindaco

Il sindaco Alessandro Rapinese nei confronti degli automobilisti ticinesi poco rispettosi del codice della strada aveva già mesi fa dichiarato guerra.

«Per gli amici svizzeri che parcheggiano dove gli pare e poi, complici le difficoltà legali, non pagano mai le multe, avrò, come i buoni amici meritano, un occhio di riguardo: un carro attrezzi loro dedicato». Così il primo cittadino aveva scritto su Facebook. Ed in effetti a Ponte Chiasso commercianti e residenti assicurano che ogni giorno si trovano automobili con la targa svizzera ovunque, sulle strisce e addirittura abbandonate sugli stop. Certo costringere addirittura un cittadino straniero sanzionato ad andare poco dopo la frontiera per prelevare pare un comportamento parecchio rigido.

«Non è vero, lo prevede il Codice – spiega il comandante della polizia locale Vincenzo Aiello – le norme dicono che un cittadino straniero su un veicolo immatricolato all’estero a cui viene contestata di persona un’infrazione deve pagare subito il dovuto. Altrimenti l’agente è legittimato a trattenere il veicolo fintanto che la multa non viene saldata».

La ragione è semplice: riscuotere le multe dai cittadini che risiedono oltre la dogana è per le autorità locali molto complicato. Le somme che tornano al Comune dalle multe spedite fuori dai confini nazionali sono poca cosa. Il fatto non riguarda certo soltanto i ticinesi, ma più in generale tutti i Paesi stranieri. «Infatti, proprio per questo per prassi chiediamo subito agli automobilisti stranieri di saldare la contravvenzione – dice ancora Aiello – questo non è un episodio isolato. Molte volte è capitato che la persona sanzionata non avesse contanti e nemmeno l’agente la possibilità di passare carte e bancomat. E dunque bisogna andare a prelevare tenendo la macchina ferma».

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