(Foto di archivio)
Meteo Ieri in città le massime hanno toccato i 34 gradi, con la minima mai scesa sotto ai 23. Il livello del Lario 70 centimetri sotto la media stagionale, problemi per la nautica da diporto
Lettura 2 min.Per tutta la settimana farà molto caldo in riva al Lario e come già accaduto nella precedente ondata sarà un caldo umido con cui a tratti sarà davvero difficile convivere.
A conferma di questa tendenza, ieri “Meteo Svizzera” ha emesso una nuova allerta “canicola” di grado 3 (cioè marcata) che durerà almeno sino a venerdì, con il picco atteso per mercoledì, quando le temperature potranno raggiungere (e superare) i 37 gradi. Allerta entrata in vigore per il Ticino e per diretta conseguenza per le zone confinanti da ieri a mezzogiorno. In città la prima domenica di luglio è andata in archivio con le massime sopra i 34 gradi. Prova ne sia che la stazione meteo (fonte Centro Meteo Lombardo) di Sagnino alle 16.08 ha catturato una temperatura massima di 34,4 gradi con la minima che nel contempo non è mai scesa sotto i 23 gradi.
La settimana si aprirà - le previsioni sono valide sia per la giornata odierna che per quella di domani - sulla falsariga di quanto accaduto ieri e cioè con le massime tra 34 e 35 gradi ed una leggera velatura presente nella prima parte della giornata. E’ da mercoledì però che questa terza ondata di caldo entrerà nella fase clou, portando le massime sul nostro territorio tra i 37 ed i 38 gradi. Massima attenzione dunque soprattutto nelle ore più calde della giornata. Al momento peraltro almeno sino a metà mese non sono previste precipitazioni significative. La temperatura massima tra 34 e 35 rappresenterà una costante per larga parte del mese di luglio, amplificando così il campanello d’allarme già oggi in essere sia per la tenuta di molti acquedotti (tanti i Comuni che hanno già emesso apposite ordinanze per il risparmio idrico, anche se poi soprattutto nelle ore notturne i controlli sono ridotti al lumicino) sia per il livello del lago.
A questo proposito nel tardo pomeriggio di ieri il Lario si trovava a 26,1 centimetri sopra lo zero idrometrico, con la percentuale di riempimento scesa sotto il 40%, quasi 70 centimetri sotto la media stagionale del periodo. In buona sostanza il Lario è calato in poco più di ventiquattro ore di oltre sei centimetri a fronte di un deflusso che continua ad attestarsi attorno ai 190 metri cubi al secondo contro un afflusso pari a 70 metri cubi al secondo, grazie anche all’erogazione di 4 milioni di metri cubi al giorno garantita dagli invasi montani, previo accordo con Regione Lombardia. A questo punto già entro il fine settimana il livello del lago raggiungerà lo zero idrometrico scoprendo così il fianco ai noti problemi con cui dovrà convivere non tanto la Navigazione di linea (almeno per il momento) quanto quella da diporto.
Il riferimento diretto è alle scene più volte viste in passato di darsene all’asciutto, rive che si allungano a vista d’occhio verso il lago e soprattutto numerose imbarcazioni da diporto con le chiglie appoggiate sui fondali. Uno scenario poco edificante in piena stagione turistica. Il prossimo Tavolo sulla risorsa idrica è previsto in Regione il 16 luglio, giorno in cui il lago di Como sarà abbondantemente sotto lo zero idrometrico.
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