Trenord: 8 corse su 10 sono puntuali

I dati Il report dell’azienda, tra viaggiatori che aumentano e critiche sulla regolarità del servizio. La linea di Como Lago è la più frequentata tra quelle regionali, con oltre 25mila passeggeri al giorno

Un anno di viaggiatori in crescita e di corse in aumento: si potrebbe riassumere così il report in cui Trenord qualche giorno fa ha tirato le fila del 2025. Tra percentuali a segno positivo e informazioni incoraggianti, c’è però un retrogusto amaro: qualcuno accusa quel report di essere troppo distante dalla realtà che si misura sulle banchine lombarde.

La panoramica

Nel 2025 Trenord ha effettuato 780mila corse, vale a dire il 3% in più rispetto al 2024. Insieme all’offerta, è aumentata anche la domanda: 790mila viaggiatori nei giorni feriali, a cui vanno aggiunti i viaggiatori del weekend, ben più rilassati ma ugualmente aumentati.

Una volta passati i dati al setaccio (comasco), tre sono le curiosità interessanti. La prima è che, tra tutte le linee regionali di Trenord, la più frequentata è proprio la Milano Cadorna-Saronno-Como Lago, che trasporta oltre 25mila passeggeri nei giorni feriali. Al contrario, la S11, che va da Chiasso a Porta Garibaldi, non è tra le linee suburbane più frequentate, ma quando capitano disservizi, è purtroppo una delle linee più colpite.

Tra le righe del report, si passano in rassegna anche le frequentazioni a bordo dei convogli Regio Express, e si scopre così che la seconda linea più gettonata è proprio quella comasca: la Re80, transfrontaliera gestita al 50% da Trenord e per l’altra metà dalle Ferrovie federali svizzere. Nessun dato invece sugli Eurocity, perchè sono in mano a Trenitalia, anche se vengono comunque sfruttati dai comaschi titolari di abbonamento Ivol e Carta plus Lombardia.

Terza curiosità: dopo Milano, Monza e Varese, la città di Como è il quarto capoluogo più servito dalle corse rosso-verdi.

I problemi

Il numero più divisivo del report però non riguarda le linee in sè, ma la puntualità: nel 2025, l’83,8% dei treni è arrivato in orario. Un dato che, come spiega Trenord, è di quasi 4 punti percentuali superiore al 2024. Addirittura, se si escludono cause esterne tra cui maltempo e interventi delle autorità a bordo, la percentuale di puntualità sale all’87,6%. Sul restante 12,4%, viene detto che è colpa dei cantieri e dell’intenso traffico ferroviario sulla rete lombarda. Poco importa se, tra le parole comparse più spesso negli avvisi, c’è anche “guasto”.

E infatti qualcuno, davanti a quella percentuale ottimista, spara a zero: «Il confronto con il 2024 è fumo negli occhi, perché quello è stato un anno con performance pessime» ha risposto ieri il consigliere regionale del Pd Angelo Orsenigo. Secondo lui, quell’83,8% di puntualità sarebbe un numero che «Trenord cerca di far passare come positivo quando non lo è affatto: la puntualità all’83,8% non deve essere un vanto perché, al contrario, è molto problematico e parecchio sotto la media nazionale, il cui dato generale è oltre il 90%, stando ai dati di Trenitalia».

Certo, quando si capita nel 12,4% sfortunato anzichè nell’87,6%, spunta l’ipotesi rimborso. Ma dal 2024 non è più automatico: gli abbonati devono fare richiesta e il rimborso si applica solo a ritardi superiori ai 15 minuti (e non più 5).

Ma torniamo al report, anzi alle ultime righe, dedicate alle cancellazioni: Trenord indica che lo scorso anno, su circa 800mila corse programmate, l’1,3% non ha circolato. In breve, a livello regionale, 10.400 treni sono stati soppressi per i motivi più diversi. A questi, si aggiungono 9.500 corse, saltate a causa degli scioperi. C’è però da dire una cosa, che i pendolari comaschi conoscono bene: quell’1,3% di corse programmate e mai circolate non calcola le tanto temute variazioni di percorso. Questo perchè, almeno sulla carta, non sono considerate delle vere soppressioni. Tuttavia, per chi viaggia da un estremo al’altro della tratta, hanno l’esatto sapore (e conseguenza) di una cancellazione.

Giusto ieri mattina, guardando il tabellone di Como San Giovanni, oltre a un ritardo di 29 minuti, sono comparsi sei treni da e per Rho, costretti a cambiare percorso per un guasto alla linea. Partiti o terminati alle stazioni di Carimate, Porta Garibaldi e Milano Certosa, hanno tagliato fuori chi, nonostante l’aria di incertezza, aspettava fiducioso in uno dei due scali capolinea.

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