Truffa sui bonus edilizi. Gli imputati ai tropici in aula le accuse su di loro
Il processo. Alle Mauritius da due annisono accusati di una frodecon profitti da 37 milioni«Proprietari ignari di tutto»
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C’era chi consegnava i pacchi per Amazon e chi aveva appena concluso un contratto a termine come venditore di cibo per animali, senza aver mai mosso un mattone in passato. Ma, da un giorno all’altro, si è ritrovato ad amministrare società edilizie che fatturavano milioni di euro all’anno. Geni dell’imprenditoria? Per il maresciallo Massimo Li Pira, finanziere del Nucleo di polizia economico finanziaria in servizio alla Procura di Como, proprio no. Piuttosto dei «prestanome» scelti come pedine per consentire a due coniugi di arricchirsi grazie ai bonus edilizi nati in epoca Covid.
Loro, i due coniugi, sono Livio Motta, 63 anni, e Patrizia Galli, 57 anni. E dal 2024 non rimettono piede in Italia, dopo che il Tribunale di Como ha emesso un ordine di custodia cautelare a loro carico. Vivono stabilmente in una splendida villa bordo spiaggia alle Mauritius. E nonostante questo, per entrambi è iniziato ieri a Como il processo. Sono accusati di aver messo in piedi una maxi frode fiscale, a spese di centinaia di ignari contribuenti, che avrebbe permesso loro (stando all’accusa) di accumulare profitti per 37 milioni di euro in soli tre anni.
Al centro dell’intera indagine la Cdm Group con sede in viale Varese, a Como. Vera e propria gallina dalle uova d’oro. «Una società - ha spiegato il maresciallo Li Pira in aula, rispondendo alle domande del pubblico ministero Antonia Pavan - che non ha mai versato un euro di imposte» nonostante i maxi guadagni per i finti lavori per il bonus edilizio, tutti ampiamente compensati dalle «fatture per operazioni inesistenti» emesse a vantaggio della Cdm Group di Motta e Galli dalle società cartiere amministrate dai famosi prestanome.
Casse vuote nate tutte con lo stampino. Edilfutura, creata l’1 giugno 2021 in tre anni ha emesso fatture per oltre 16 milioni di euro pur senza avere una sede vera, mezzi, addirittura un conto corrente per i primi due mesi abbondanti di vita e con pochissimi dipendenti a termine. O come la Editecno, nata sempre l’1 giugno 2021 senza sito web, né mail e che dopo aver fatturato 18 milioni in due anni il 28 giugno 2023 decide di trasferirsi in Austria. Guarda caso in quella data anche la Edilfutura decide di trasferirsi in Slovacchia. E la Champion con sede a Campione d’Italia più o meno in quei giorni pure: dall’enclave alla Spagna.
I principali imputati, quasi gli unici a non aver ancora patteggiato la pena, sono Livio Motta e Patrizia Galli. Il primo un evasore totale, sconosciuto al fisco. Nonostante villa in Brianza e, soprattutto, ai Tropici.
Nei mesi scorsi l’indagine delle fiamme gialle comasche aveva consentito di giungere al patteggiamento di tutti gli imputati minori, i prestanome soprattutto: tre anni di reclusione a Luca Beretta, 24 anni, e Monica Ceron, 55 anni, entrambi di Cesano Maderno, e Giuseppe Ruta, pavese di 71 anni. Un anno e 11 mesi a Luigi Ginevra cremonese di 56 anni. Un anno, pena sospesa, per Vincenzo Cangialosi, 51 anni milanese. A processo sono finiti invece, oltre ai coniugi con villa alle Maurizio, Samuele Russo, 71 anni milanese, e Giuseppe Sodano, bergamasco di 63 anni.
I presunti magheggi di Motta avrebbero portato a un profitto complessivo superiore ai 37 milioni, quelli della moglie a poco meno di 33 milioni, l’aiuto materiale fornito da Russo 841mila euro e quello di Giuseppe Sodano (amministratore di diritto, ma non di fatto per la Gdf, della Champion di Campione) a 4 milioni. Siamo solo alle schermaglie iniziali. Si prospetta un lungo processo.
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