Truffò un’anziana in zona San Martino: condannata a 3 anni e 4 mesi

La sentenza Aveva fatto credere alla donna che servissero soldi per salvare il genero ammalato di tumore

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Tre anni e quattro mesi di condanna con il rito abbreviato per aver raggirato una anziana di Como – 81 anni – dopo averle fatto credere in modo subdolo che il genero fosse malato di un grave tumore, per cui servivano soldi oppure gioielli da girare come pegno ad una clinica specializzata privata che avrebbe dovuto eseguire l’intervento.

Il tutto, tra l’altro, dopo essersi finta la nipote della vittima, con una telefonata inquietante cui aveva fatto seguito l’arrivo a casa della vittima della complice che aveva ritirato tutto, seicento euro in contanti ma anche gioielli e ori di ogni tipo.

La squadra Mobile di Lecco, dove la truffatrice era stata arrestata, aveva però messo le mani su Mady Novakova, 33 anni, senza fissa dimora e originaria della Repubblica Ceca, che era stata fermata e che nelle scorse ore è stata processata a Como – dove il fatto era avvenuto – con il rito abbreviato.

Oltre alla truffa aggravata, la donna è stata anche chiamata a rispondere del possesso di documenti falsi che le erano stati trovati addosso proprio dagli agenti della Mobile, ovvero una carta di identità che riportava però la dicitura “maschio” al posto di “femmina” accanto ai dati della sospettata.

La vicenda finita di fronte al giudice delle indagini preliminari risale al 10 giugno dello scorso anno.

La truffatrice, stando a quanto è poi emerso dalle indagini, era arrivata appositamente da Lecco in taxi per raggirare l’anziana che in città abita nella zona di San Martino e che precedentemente era stata contattata da una voce femminile che aveva finto di essere la nipote.

Alla signora ottantunenne, che si trovava in casa da sola al momento del raggiro, era stato riferito che il genero aveva scoperto una grave malattia, un brutto tumore che doveva essere operato immediatamente in una costosa clinica privata. Per questo motivo la nipote, anzi la finta nipote, al telefono chiedeva soldi o comunque gioielli da lasciare in pegno alla clinica. Alla consegna della scatola, ritirata dall’imputata, nelle mani della Novakova erano rimasti 600 euro in contanti, quando la vittima aveva in casa, ma anche gioielli per raggiungere quella cifra che era stata indicata come necessaria, ovvero 4.500 euro.

La truffatrice aveva così portato via collane, ori, anelli, medaglie, due orologi, spille, pietre preziose, tutto quanto la signora di 81 anni era riuscita a racimolare. Un colpo riuscito anche se, al rientro a Lecco, sulle tracce della malvivente si era messa la squadra Mobile che la aveva intercettata e arrestata, portandola al Bassone.

Oltre alla truffa aggravata, come detto, la procura della Repubblica – con il pubblico ministero Michele Pecoraro – ha contestato anche il possesso dei documenti falsi.

Accuse che sono arrivate in aula e che hanno condotto alla condanna di oltre tre anni.

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