Cronaca / Como città
Sabato 14 Febbraio 2026
Un oculista? C’è posto a Sondrio. Per il dermatologo a Cremona
Sanità La Regione annuncia il nuovo Centro unico di prenotazione entro il mese di luglio - Intanto però i comaschi continuano ad affrontare viaggi infiniti per una visita specialistica
In attesa del nuovo Cup unico, i comaschi continuano a sobbarcarsi tragitti di oltre 50 chilometri per una visita o a un esame ambulatoriale. Ieri - ricetta alla mano - la prima Tac utile con contrasto, senza particolari urgenze, risultava a Gravedona, 52 chilometri sola andata per circa un ora e un quarto di strada, traffico permettendo. L’alternativa è a Lanzo d’Intelvi, 37 chilometri, con qualche curva in più; secondo il navigatore dal capoluogo serve circa un’ora e dieci di macchina. Il Sant’Anna e il Valduce non compaiono tra le opzioni, anche all’operatore del centralino non risultano posti liberi. Fatto che, se si fa il giro ospedale per ospedale, non è sempre vero.
La prima visita oculistica pediatrica? Solbiate Olona, 35 chilometri ad andare, per gli adulti a Como non c’è posto, ma per un controllo alle pupille ci sono visite a Sondrio e a Tirano, 108 e 135 chilometri, un’ora e cinquanta, due ore e venti in auto. Niente dermatologi liberi a Como, Varese e Lecco, riceve tramite sistema sanitario uno specialista a Cunardo, 45 chilometri, altrimenti si può fissare a giugno a Cremona, 149 chilometri sola andata. Per una ecografia all’addome il portale suggerisce il centro radiologico valtellinese di Piantedo, 73 chilometri, in assenza di appuntamenti a Como, Varese e Lecco. Per la colonscopia flessibile in mezza Lombardia non c’è niente da fare, ma ieri abbiamo trovato un esame a Crema, 105 chilometri di gita senza ritorno.
Si ribadisce che andando di persona al Sant’Anna o al Valduce, detto che i centralini difficilmente rispondono, a volte gli operatori in realtà un posto lo trovano. In più ad esempio al Sant’Anna gli sportelli sono tenuti a trattenere se necessario la ricetta cercando un appuntamento anche presso altre strutture del territorio. Un aiuto che online o al call center manca.
A tal proposito, dopo circa dieci anni di promesse, l’assessorato al Welfare regionale in settimana ha annunciato l’avvio del Cup unico entro il 2026 in tutta la Lombardia, a Como da luglio. Così i pazienti dovrebbero poter consultare tutte le agende, degli enti pubblici e privati, senza più limiti su certi reparti e poliambulatori.
«A Brescia la sperimentazione in teoria è iniziata dall’anno scorso – racconta Onorina Gandossi, referente del tribunale del malato di Chiari – però ad oggi non è ancora cambiato molto. Online e al centralino vengono suggeriti centri molto distanti, ma non tutti gli anziani possono permettersi di fare lunghi viaggi. Oppure vengono suggeriti piccoli ambulatori privati, mentre i grandi ospedali di riferimento non figurano o non mostrano gli appuntamenti futuri. Bisognerebbe invece dare modo ai pazienti di prenotare anche nel 2027, nel 2028, mentre la risposta è che le agende non sono ancora disponibili». Va meglio, secondo il tribunale del malato, con le ricette brevi e urgenti. Detto che nel 2025 il 66% delle prestazioni nella nostra Ats è stato erogato entro i tempi della ricetta, una percentuale secondo l’agenzia per la tutela della salute «positiva, in particolare la performance delle strutture pubbliche e private del territorio lariano, che raggiungono una percentuale pari a circa il 72%». La promessa è lavorare per «migliorare la rapidità della risposta» con azioni di «potenziamento dell’offerta» e interventi sulla domanda e sulla «qualità prescrittiva».
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