Una legge regionale per difendere il Lario da organismi non autoctoni

Anna Dotti (FdI): «La protezione del lago di Como passa da azioni concrete: l’introduzione dell’obbligo di sanificazione per scafi e motori rappresenta una svolta necessaria per preservare le specie autoctone»

Milano

Blindare le acque del Lario per difenderne l’identità biologica e il valore economico: con l’approvazione del progetto di legge n. 63, la Lombardia schiera una difesa strutturale contro l’invasione di organismi alloctoni che minacciano il nostro ecosistema. Un intervento normativo atteso che trasforma la prevenzione in un obbligo preciso per chi accede ai nostri bacini con imbarcazioni provenienti da altri contesti.

Così Anna Dotti, consigliere regionale di Fratelli d’Italia, commenta il via libera al provvedimento che modifica i Testi Unici in materia di trasporti e agricoltura: «La protezione del lago di Como passa da azioni concrete: l’introduzione dell’obbligo di sanificazione per scafi e motori rappresenta una svolta necessaria per preservare le specie autoctone. Come Fratelli d’Italia abbiamo preteso che la norma fosse realmente incisiva, integrando il lavaggio tecnico con l’applicazione di specifiche vernici antivegetative. Questo trattamento crea una barriera ecologica che impedisce a batteri e microrganismi invasivi di colonizzare le nostre acque».

Il nuovo quadro normativo stabilisce un percorso rigoroso. Le operazioni di pulizia saranno effettuate da operatori autorizzati e identificate da un apposito contrassegno visibile. Inoltre, è previsto un inasprimento del sistema sanzionatorio amministrativo per chi non rispetta le procedure di tutela. Infine, la sanificazione avverrà con tecniche sicure, prive di solventi e senza rischi per le superfici dei natanti.

«La presenza di decine di specie aliene nei nostri laghi è una minaccia diretta alla pesca professionale e dilettantistica. Difendere la biodiversità del Lario significa sostenere le nostre comunità costiere e l’intera filiera ittica - conclude il consigliere -. Questo provvedimento, a costo zero per la finanza pubblica, responsabilizza i diportisti e garantisce criteri tecnici uniformi per la salvaguardia di un patrimonio che è cuore pulsante del nostro territorio».

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