Vaccini, neonati ok. Scompare dai radar il siero anti-Covid

Salute Boom di adesioni per l’esavalente infantile. Coronavirus: il 3% dei comaschi nel 2025 si è protetto. Al riparo dall’influenza soltanto uno su cinque

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Vaccini, bene la prima infanzia, ma cala l’adesione ai richiami, si mette al riparo dall’influenza soltanto un comasco su cinque.

I dati sulle vaccinazioni della prima infanzia sono tendenzialmente confortanti, presidi come l’esavalente hanno tra i bambini appena nati hanno una copertura pari al 96,8%, l’anti morbillo, parotite e rosolia arriva al 96,7%, l’anti varicella è sopra al 97%. Il problema, scrive l’Asst Lariana, sta al massimo ai vaccini raccomandati, ma non obbligatori per legge, le varie iniezioni per meningococco non raggiungono l’obiettivo fissato al 95% considerata la soglia di gregge.

C’è poi però una tendenza a dimenticare, ad alzare le spalle, con il passare degli anni. I nati nel 2013 nel 2007 e nel 2009 sono lontani dal raggiungimento dei target, a che sotto all’80% delle coperture per i richiami sempre a proposito di anti menigococco, Hpv e polio. «I dati di copertura riferiti all’infanzia e all’adolescenza risultano in linea con i dati regionali e perlopiù assestati su valori coerenti con i risultati attesi o solo lievemente scostati in difetto. Permangono criticità prevalentemente per le vaccinazioni raccomandate e non rese obbligatorie dalla legge. Inoltre persiste una tendenza ad una adesione insoddisfacente alle vaccinazioni raccomandate nell’età dell’adolescenza, quali vaccinazione anti Hpv e vaccinazione antimeningococcica Acwy». L’obbligo per dieci vaccinazioni, come requisito scolastico, è stato introdotto nel 2017, prima le percentuali era molto scese sotto i valori di sicurezza. Altissima nel Comasco l’adesione tra i nuovi nati al vaccino contro il virus sinciziale, 90,4%, i cui esiti tra ricoveri e ambulatori sono quasi scomparsi.

Gli adulti

Il discorso è invece ben diverso tra i più grandi. La campagna antinfluenzale stando ai dati aggiornati a fine marzo ha raggiunto 21,9% dei comaschi, detto che l’anno precedente eravamo al 20,1%. Vaccinati l’11,1% dei neonati, il 24,6% dei bambini fino ai sei anni, il 9,3% della fascia da sette a 17 anni, record negativo dai 18 ai 59 anni, 7,8%, quindi ha preso parte alla campagna il 21% dei comaschi tra i 60 e i 64 anni e oltre i 65 anni si arriva al 53,4%. Facciamo meglio rispetto a Varese (51,7%) e al resto della Regione Lombardia (52,3%), ancora però non basta. La copertura dovrebbe arrivare ad almeno il 75% della popolazione over 65. Rispetto all’anno scorso la campagna sembrava avere avuto una marcia aggiuntiva ed in effetti qualche centinaio di vaccinati in più si sono contati, ma se si guarda lo stesso dato relativo al 2022 c’è comunque stato un calo, gli over 65 vaccinati all’epoca erano il 55,1%. E’ sì migliorata la situazione per esempio tra i bambini, come tra le donne gravide, 21,9% di adesione.

Parentesi sul vaccino anti Covid, ormai completamente scomparso dai radar: l’ha fatto il 3% dei Comaschi, l’8,3% sopra ai 65 anni.

Anche l’anti Herpes zooster ha coperture ridotte, per i nati nel 1960 pur con uno grande sforzo dell’Asst Lariana e dei medici abbiamo raggiunto l’11,4% dei cittadini e per l’anti pneumococco il 18,9%.

Infine, per restare nella terza età le campagne vaccinali hanno successo nelle Rsa, dove secondo l’Ats Insubria l’antinfluenzale per esempio viene somministrato all’80% degli ospiti, il 51% è raggiunto dall’anti pnuemococco e l’anti Herpes zooster è dato al 37% degli utenti.

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