Vaccino, le prime dosi
a Como già scongelate
Poi in scatole con ghiaccio

Le dieci fiale consegnate domenica mattina non avevano bisogno di restare a meno 80 gradi

Molti vedendo scaricare dall’automobile di Areu i vaccini contenuti in una scatola si sono chiesti il motivo, pensando che dovessero essere sempre conservati a temperature bassissime, a meno 70 gradi. «È molto semplice la procedura seguita domenica - spiega Giacomo Lucchini, il manager individuato dalla Regione per coordinare a livello territoriale le attività gestite a livello governativo dal commissario straordinario Domenico Arcuri - e non erano necessarie misure particolari per il trasporto poiché sono arrivate già scongelate e, quindi, con l’obbligo di utilizzarle entro cinque giorni. Le scatole al loro interno hanno comunque ghiaccio secco».

Le prossime tranche di vaccini non faranno passaggi intermedi (come avvenuto per l’avvio in simultanea della campagna in tutte le Regioni e Province italiane). «Saranno consegnate direttamente dalla casa farmaceutica Pfizer alle strutture ospedaliere individuate per la conservazione dei vaccini - aggiunge il manager -. Arriveranno in scatole apposite con all’interno il ghiaccio secco e verranno poi stoccate nei freezer a temperature fino a meno 80 gradi. In un normale frigo possono restare, invece, cinque giorni».

Dall’Asst Lariana le dosi, in base al piano organizzativo, verranno poi inviate alle altre strutture ospedaliere e alle Rsa sempre utilizzando le borse con ghiaccio. Verranno di volta in volta consegnati i quantitativi necessari.

I “cartoni” contengono anche un termometro e un sensore Gps che consentono di monitorare in ogni momento la temperatura interna e la posizione delle scatole. Ogni fiala contiene cinque dosi che vanno diluite prima di essere somministrate entro le sei ore successive.

© RIPRODUZIONE RISERVATA