Via alle nuove iscrizioni a Medicina: semestre filtro più lungo

Il dec reto Slittano in avanti i due esami per essere ammessi alla prosecuzione del corso di laurea: il primo il 10 dicembre, il secondo l’11 gennaio. Cinque minuti in più per prova e nuova distribuzione delle domande

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Como

La ministra dell’Università e della ricerca Anna Maria Bernini ha firmato ieri il decreto che sancisce alcune novità per il corso universitario di Medicina, riformato l’anno scorso con l’introduzione del numero aperto e del cosiddetto semestre filtro che permette la selezione degli studenti sulla base di alcuni esami svolti dopo alcuni mesi di lezione. Gli esami che determinano la possibilità di proseguire il percorso di studi restano invariati (si tratta di chimica e propedeutica biochimica, fisica e biologia), ma le date dei due appelli sono state fatte slittare in avanti come risposta alle tante proteste ricevute dal ministero lo scorso anno da parte delle associazioni studentesche che contestavano la difficoltà degli studenti del primo anno ad affrontare a pochi mesi dall’inizio degli studi e in contemporanea i tre esami determinanti per la prosecuzione del corso.

Le nuove regole

Il primo appello quest’anno sarà il 10 dicembre e i risultati saranno resi noti il 23, prima di Natale, mentre il secondo sarà l’11 gennaio, con i risultati resi noti il 20. Le lezioni, invece, inizieranno il 1 settembre e dovranno concludersi entro la fine di novembre per consentire agli studenti il tempo necessario alla preparazione dei tre esami.

Alcune modifiche sono state apportate anche agli esami stessi: ci sarà più tempo a disposizione, ovvero 50 minuti invece dei 45 stabiliti per le prove dell’anno accademico passato, ci sarà una mezz’ora di pausa tra una prova e l’altra, le domande a completamento saranno dieci e non più quindici e quelle a risposta multipla ventuno anziché sedici. Le prove restano comunque nazionali, ovvero identiche per ogni università e predisposte da una commissione ministeriale. Invariato anche il calcolo dei punteggi delle prove: una risposta esatta vale un punto, la mancata risposta zero punti e la risposta sbagliata -1 fino ad arrivare a un massimo di 31 punti, che corrisponde al voto di 30 e lode.

Per poter proseguire il corso è necessario passare tutti e tre gli esami (prendere cioè almeno 18 su 30) ma un’altra novità prevista dal decreto è che verrà automaticamente considerato nelle graduatorie il miglior risultato tra i due appelli della stessa prova. Altra novità riguarda il “piano B” degli aspiranti medici, ovvero il corso universitario alternativo a Medicina che sono tenuti a indicare all’atto dell’iscrizione: l’anno scorso le possibili alternative comprendevano, oltre a Biotecnologie, Scienze biologiche, Farmacia e farmacia industriale, Scienze zootecniche e tecnologie delle produzioni animali, 12 professioni sanitarie che quest’anno invece si sono ridotte a nove con l’esclusione di Ortottica e assistenza oftalmogica, Tecniche di fisiopatologia cardiocircolatoria e perfusione cardiovascolare e Tecniche di neurofisiopatologia.

I posti disponibili: ancora dubbi

Ancora da chiarire invece il numero dei posti disponibili: la ministra Bernini vorrebbe arrivare a 30mila posti. Una volta superate le prove del semestre filtro, infatti, gli studenti l’anno scorso potevano indicare fino a dieci atenei nei quali frequentare e attendere quindi le graduatorie basate sul punteggio ottenuto agli esami. All’Insubria i posti a disposizione erano 239 a fronte di 573 iscritti a settembre al corso di laurea. Di questi, 91 avevano passato tutti e tre gli esami, 142 invece ne avevano passati solo due mentre sei solamente uno, lacune in questi ultimi due casi da colmare con nuovi appelli a fine gennaio e inizio febbraio. Inizialmente il ministero aveva stabilito che sarebbero dovuti accedere alla fase successiva del corso di laurea (e diventare quindi ufficialmente iscritti a Medicina) infatti solo coloro che avessero passato con la sufficienza tutte e tre le prove, ma a fronte delle tante bocciature il ministero aveva optato per una sanatoria: i candidati giudicati idonei a livello nazionale (che avevano cioè superato almeno una prova) erano stati 22mila su 17mila posti a disposizione, i bocciati invece 30mila.

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