Via Longhena, lavori in mega ritardo. Dicembre? Un miraggio
Cantieri. Per il rifacimento della scuola ci sono 3 milioni di fondi del Pnrr vincolati al rispetto delle tempistiche. Il Comune spera in una proroga, l’alternativa è perderli
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Il nuovo polo scolastico di via Longhena, in base ai termini di legge legati ai finanziamenti Pnrr, dovrebbe, in base ai documenti, essere concluso entro il prossimo 31 dicembre in quanto i fondi governativi, pari a 3,1 milioni di euro su un totale di 5,3 milioni erano vincolati al rispetto delle tempistiche.
Obiettivo dell’intervento è quello di effettuare una riqualificazione funzionale dell’asilo nido storico (al piano terra), chiuso dall’estate 2023 e con i lavori effettivi partiti un anno fa, e la realizzazione di un secondo piano per l’ampliamento del centro per l’infanzia. Guardando semplicemente dall’esterno il cantiere in corso sembra essere ben lontano da una conclusione che, stando al cronoprogramma, dovrebbe avvenire nei prossimi tre mesi. Il mancato rispetto delle tempistiche, ormai quasi certo, pone un grosso punto di domanda sul fatto che Palazzo Cernezzi possa arrivare a perdere i fondi che verrebbero interamente revocati da Roma oppure se, in caso contrario, riuscirà ad ottenere una proroga (una prima ha già consentito di passare dal 30 novembre al 31 dicembre) andando quindi ad allungare i termini per l’ultimazione almeno della parte di opere finanziate con il Pnrr per un totale di 3,1 milioni. Fra l’altro l’ultimo report sullo stato di avanzamento dei pagamenti presente al ministero competente e relativo al 31 agosto (ma lo stesso dato è consultabile anche su Open Pnrr) vede il primo lotto, quello sulla riqualificazione funzionale, alla quota del 15% sulla cifra di 1,2 milioni messa a disposizione nell’ambito del Pnrr. Invece il dato relativo al secondo lotto, quello della sopraelevazione e ampliamento, registra un avanzamento di spesa pari al 4,5% sulla cifra stanziata da Roma che ammonta a complessivi un milione e 891mila euro. L’avanzare dei pagamenti corrisponde, anche se non in misura matematica, allo stato dei lavori. I numeri di fine agosto in possesso degli organismi di controllo nazionali potrebbero essere nel frattempo cresciuti, ma ovviamente non in modo esponenziale, lasciando quindi il traguardo ancora molto distante.
La richiesta dei fondi Pnrr sulla scuola di via Longhena era stata presentata dalla giunta Landriscina e si tratta delle uniche due (i due lotti) fatte a Roma. Tra l’altro l’intervento di via Longhena era stato citato nelle scorse settimane dal ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara nel commentare la decisione del Consiglio di Stato, che aveva concesso la sospensiva sulla Corridoni di via Sinigaglia. «Voglio chiudere dicendo solo al sindaco Rapinese, che ci attacca – erano state le parole del ministro - che quando i finanziamenti ci vengono richiesti per opere importanti arrivano. Per il Polo dell’infanzia di via Longhena, per esempio, abbiamo messo a disposizione più di 3 milioni di euro. Non abbiamo invece ricevuto candidature per il bando antincendio o per la messa in sicurezza di altri plessi scolastici. Al posto delle polemiche sarebbe opportuno sostituire il dialogo».
Ora però il nodo è quello di come finirà il cantiere nel cuore di Albate poiché se si dovesse arrivare alla revoca dei finanziamenti da parte del Governo, sarà il Comune a dover coprire i costi mancanti. Se, invece, arrivasse la proroga, potrebbe almeno per un po’ tirare un sospiro di sollievo e cercare di accelerare. La questione è stata posta anche nell’ultimo consiglio comunale dalla capogruppo del Pd Patrizia Lissi che ha chiesto, durante la discussione sul piano di ridimensionamento scolastico, proprio se su via Longhena il Comune rischiasse di perdere il finanziamento, ma non ha ottenuto alcuna risposta.
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