«Vietare i tuffi? Meglio eliminare la spiaggetta»

La soluzione. Dall’assessore comunale della giunta Botta, Nini Binda, arriva la proposta per risolvere il problema alla radice

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Al Tempio Voltiano continuano i bagni e i tuffi nonostante cartelli di divieto, controlli, avvertimenti e multe nonostante la tragedia che, solo poche settimane fa, aveva visto sparire nelle acque del lago una bambina di 10 anni. Tre giorni fa un altro bambino, di 9 anni, ha rischiato di annegare nello stesso identico punto. Dall’assessore comunale della giunta Botta, Nini Binda, arriva la proposta per risolvere il problema alla radice. L’invito è quello di guardare al passato per riproporre oggi un’operazione simile con l’obiettivo di ottenere una messa in sicurezza definitiva dell’area che si sta rivelando pericolosa. «È impensabile – dice Binda – pensare di lasciare un poliziotto fisso a controllare che nessuno entri in acqua e, quindi, l’unica soluzione che andrebbe a mettere fine al rischio di altre tragedie è quella di dragare il fondale. In questo modo la spiaggia di fatto andrebbe a sparire e, con lei, tutti i problemi». Racconta che l’ultima volta che venne messa in atto un’operazione di quel tipo era oltre vent’anni fa. «Quando Botta aveva dato ordine di spostare il pescaggio dell’acqua dalla foce del Cosia alla zona in fondo a viale Geno – racconta – mi ricordo che avevamo fatto una operazione di dragaggio proprio dove oggi ci sono quelle spiaggette di sabbia. Si scavò tutto per poter posare dei tubi giganteschi che erano stati depositati nei giardini a lago e io avevo recintato e fatto dipingere ispirandomi alle opere di Ligabue per mascherare il cantiere. Questo potrebbe essere ripreso e riproposto e con un dragaggio della zona si andrebbe a risolvere la questione poiché con le spiaggette qualcuno che si butterà in acqua ci sarà sempre, anche se è vietato. Rimuovere invece la sabbia e tutti i depositi andrebbe a uniformare il livello del lago eliminando la spiaggia e, quindi, l’accesso».

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