Vignetta svizzera: più di un veicolo su 10 non ce l’ha

I dati Le violazioni contestate nel weekend di Pasqua circa il contrassegno obbligatorio su autostrade e semi-autostrade svizzere

Como

Nonostante i vari appelli affidati già a fine 2025 ai canali istituzionali uniti alla possibilità - a portata di click - di acquistare il contrassegno elettronico, più di un veicolo su dieci nel fine settimana di Pasqua ha percorso l’autostrada A2 - nota come l’autostrada “dei frontalieri” - sprovvisto della “vignetta”, il celebre contrassegno autostradale in vigore dal lontano 1985. E’ quanto ha confermato ieri mattina in una nota l’Ufficio federale della Dogana e della Sicurezza dei confini, che al valico autostradale di Chiasso - dunque al confine con la nostra autostrada A9 - tra il 3 e il 6 gennaio, vale a dire tra il venerdì Santo e il lunedì di Pasqua, ha controllato complessivamente 1620 veicoli, 190 dei quali - dunque ben oltre il 10% dei veicoli controllati - circolavano senza il contrassegno elettronico.

Dunque a questi 190 conducenti non è rimasto altro che acquistare seduta stante la “vignetta” valida per l’anno in corso (e sino al 31 gennaio 2027) e nel contempo oblare una sanzione pari a 200 franchi. Di sicuro ricorderanno a lungo il fine settimana di Pasqua a cavallo tra Svizzera e Italia. L’Ufficio federale della Dogana e della Sicurezza dei confini, dando conto di questi risultati operativi, ha fatto sapere anche sulla “vignetta” autostradale «vengono effettuati regolarmente controlli». Anche la polizia «verifica sul territorio nazionale se i veicoli ne dispongono». E’ bene rimarcare in questo contesto che «l’acquisto della “vignetta” è obbligatorio per chiunque percorra le autostrade e le semi-autostrade svizzere con il proprio veicolo». La “vignetta” costa 40 franchi all’anno e, come anticipato poc’anzi, è disponibile anche in formato elettronico all’indirizzo e-vignette-ch.

I controlli dell’Ufficio federale della Dogana e della Sicurezza dei confini sono stati effettuati pochi giorni dopo che il Parlamento svizzero ha votato la mozione del senatore ticinese Marco Chiesa inerente l’introduzione della “tassa di transito”, che dovrà essere corrisposta dai veicoli che attraversano la Svizzera senza sostarvi. Si tratta di una novità assoluta nel panorama dei rapporti tra la Confederazione e gli Stati confinanti, che comunque non andrà a intaccare - è bene rimarcarlo - le dinamiche legate ai nostri frontalieri. La “tassa di transito” al momento è ancora senza decreti attuativi. Toccherà al Parlamento federale stabilire le regole d’ingaggio e soprattutto i criteri per la relativa riscossione. Quanto alla “vignetta” autostradale, a fine 2025, l’Ufficio federale della Dogana e della Sicurezza dei confini aveva dato conto di 4 milioni 923 mila 147 contrassegni venduti in modalità elettronica su un totale di quasi 11 milioni di “vignette”.

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