Villa Geno, cantiere rinviato. L’avvio? Deciderà il tribunale
Il caso Cambio di rotta del Comune dopo le dichiarazioni del sindaco («non ci fermeremo») - Che ora accusa chi ha fatto ricorso: «Qualcuno ha voluto frapporsi per interessi personali»
Domani non ci saranno gli operai poco dopo piazza Matteotti verso viale Geno e tavolini e ombrelloni non dovranno sparire come previsto. I lavori per la riqualificazione infatti non partiranno in base a quanto hanno deciso i dirigenti di Palazzo Cernezzi dopo il pronunciamento del Tar che, seppur non accogliendo la richiesta di sospensiva urgente (“ante causam”) di uno dei sei ricorsi depositati ha fissato per il 13 aprile l’udienza.
In pratica, nonostante il sindaco avesse più volte dichiarato di voler comunque procedere («Se per ogni “buontempone” che ha voglia di bloccare un’opera pubblica noi ci fermiamo...», aveva detto una settimana fa aggiungendo che «sarà il dirigente delle Opere pubbliche con l’avvocatura a valutare, ma per quanto mi riguarda sarei già là con il piccone») gli uffici di Palazzo Cernezzi hanno optato per lo stop.
Rapinese venerdì sera in diretta su Etv ha annunciato che non si partirà prima del pronunciamento del Tar: «Era tutto pronto e mancava solo la firma sul contratto ed è arrivata la richiesta di sospensiva, per legge non possiamo agire. C’è da dire che secondo me stanno facendo male i calcoli, non dipende da me». E ancora: «Adesso non possiamo intervenire fino al 14 aprile. Cercheremo di anticipare per quanto riguarda il Tar, se ci sente un po’ prima perché per noi la richiesta di sospensiva è risibile ma ne discuteremo. Certo è che appena il tribunale dovesse darci l’ok... Giugno, luglio, agosto, settembre i lavori li faremo. Di conseguenza, hanno sprecato l’opportunità di lasciarci consegnare il cantiere per giugno, nelle parti in cui avremmo agito. La verità è che semplicemente stanno cercando di limitare l’azione dell’amministrazione nel diminuire i tavolini in alcuni punti».
Il sindaco sulla richiesta delle attività di fare i lavori non in piena stagione turistica, ma dopo l’estate ha dichiarato: «Andremo in udienza e vedremo cosa ci dirà il giudice. Dopodiché hanno semplicemente messo nei guai l’intera area, perché noi avremmo già iniziato la prossima settimana. Non si può, pazienza. Non avranno i tavolini a giugno, luglio e agosto. Io sono stato in tante città, a Cagliari per più anni, stavano facendo i lavori in centro storico e non è morto nessuno. Vediamo e poi discutiamo bene il tema delle concessioni, degli spazi e di tutto il resto. Insomma, io so solo una cosa, sto cercando di migliorare questa città, di migliorare viale Geno, di fare un’opera di riqualificazione. C’è chi invece per un interesse personale, economico personale, ha voluto frapporsi con quegli strumenti che la legge dà». Ha poi definito «doppiamente stupido» chi cerca di rallentare i lavori e concluso sostenendo che «a novembre, dicembre e gennaio non è che riescano benissimo le opere pubbliche, specialmente quando gestisci materiali che poi devono essere duraturi e non è il momento ideale per lavorare. Quindi appena finiremo questa faccenda del Tar partiamo qualunque sia il momento». Al Tar i ricorsi pendenti sono sei complessivamente di cui uno ha chiesto la sospensiva dell’intervento mentre quattro riguardano principalmente la situazione di piazza Gasperi dove il progetto va a ridurre in modo significativo gli spazi. La maggior parte degli esercenti ha evidenziato di non essere contraria all’intervento di riqualificazione da 800mila euro (oltre a 200mila per l’illuminazione), ma alle modalità e, soprattutto, al fatto di iniziare i sei mesi di lavorazioni in primavera e non in autunno.
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