Villa Olmo, l’estate al lido è a rischio. Il sindaco attacca: «Giusto così»

Il caso Opposizioni polemiche sulla scelta di revocare la concessione all’attuale gestore. Rapinese: «Farò ordine nel patrimonio comunale». Ora un nuovo bando. Ci sono i tempi tecnici?

Como

C’è chi parla di estate a rischio, chi si chiede come sia possibile essere arrivati quasi a marzo senza certezze o bandi e chi, ancora, protesta per la decisione del Comune di non rinnovare la concessione nemmeno per la prossima stagione all’attuale gestore del lido di Villa Olmo.

L’ultimo atto della vicenda è la pec inviata lunedì a Maurizio Locatelli comunicandogli l’intenzione del Comune di non procedere con alcuna proroga per la stagione ormai alle porte (il bar apriva ad aprile e il lido a metà maggio) dopo quella concessa la scorsa stagione e scaduta il 31 dicembre. La giunta avrebbe potuto, alla scadenza della concessione di sei anni (nel maggio 2025) procedere con un rinnovo di ulteriori sei in assenza di problemi legati al pagamento del canone (di circa 100mila euro annui), ma aveva deciso di non esercitare l’opzione.

Nel frattempo la proroga fino a dicembre scorso, ma senza che sia stato emesso alcun bando per una nuova gara e un nuovo gestore. Il sindaco Alessandro Rapinese in diretta tv aveva detto che «non ci sarà alcuna interruzione di servizio» e ieri sul sito de La Provincia è intervenuto scrivendo che «il lido di Villa Olmo è una proprietà pubblica condotta ininterrottamente da 44 anni dalla stessa persona». E ancora: «Con Rapinese questa storia è finita. Un bene alla volta normalizzerò la conduzione del patrimonio comasco. Se vuoi un immobile per tutta la vita non devi rivolgerti al Comune, devi trovartelo su immobiliare.it. Altrimenti devi ben sapere che anche per la tua concessione presto o tardi arriverà la fine». A riguardo però lo stesso Locatelli fa notare che «al di là di qualche rinnovo, previsto dalla legge, abbiamo sempre partecipato alle gare indette dal Comune e pagato gli affitti e, nel 2018, ci eravamo difesi nelle sedi opportune».

Proprio allora – lido chiuso per un anno - era stato il Comune a vincere al Tar contro la società veneta a cui era andato l’appalto, ed aveva poi dato la concessione a Porta e Locatelli. E a chi chiede perché non sia già stato aperto il bando, il sindaco, sempre via web, scrive che «prima si chiude bene con il concessionario in essere e poi si aggiudica, altrimenti si espone il Comune al rischio di, come avvenuto con il Conservatorio al Carducci, promettere un bene che però, ostinatamente, non viene reso disponibile dal precedente concessionario. Esponendo lo stesso Comune a risarcimenti nei confronti del nuovo aggiudicatario».

La concessione di Locatelli era scaduta a fine dicembre e la pec di mancato rinnovo è stata inviata dal Comune solo lunedì. Intanto si muove la politica. Dopo FdI e Forza Italia interviene il capogruppo di Svolta Civica Vittorio Nessi: «Perché interrompere una gestione eccellente quando funziona perfettamente? Villa Olmo era rimasto l’ultimo lido della città, gestito da comaschi». E prosegue: «Senza motivare la sua decisione, il sindaco comunica l’interruzione della concessione, quando potrebbe tranquillamente rinnovarla. Quali sono i motivi, visto che la struttura è stata sin qui egregiamente gestita, le tariffe di ingresso si sono mantenute a misura di cittadino (e non solo di turista) e il canone regolarmente versato al Comune non era certo irrisorio? Perché dice che “non ci sarà interruzione del servizio”? Come fa ad essere certo dell’esito di una gara pubblica?».

Il segretario cittadino del Pd Daniele Valsecchi è sulla stessa scia e parla di «mancanza di visione e poca attenzione amministrativa». Poi precisa: «Stiamo arrivando alla nuova stagione e va trovata una soluzione per garantire l’apertura del lido e non capisco perché non si faccia una proroga di fatto non essendo stato né indetto il bando né altro. C’era una gestione comasca e di qualità con prezzi da città normale e non da città schiava dell’overtourism. Il sindaco dice sempre che è attento ai soldi ma in questo modo perde incassi».

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