Visite impossibili in libera professione. E i medici protestano anche per i cedolini

Sanità Il centralino a vuoto e il portale online con pochissime disponibilità in intramoenia. Inoltre, i professionisti del Sant’Anna lamentano un ritardo nei pagamenti dei compensi

Si fa fatica a trovare posto per una visita in intramoenia. Stavolta a lamentarsi non sono solo i pazienti, ma anche i medici.

Al Sant’Anna negli ultimi mesi, raccontano diversi specialisti interni all’Asst Lariana, non si riescono a prenotare con facilità visite e controlli attraverso la libera professione. Ovvero le attività a pagamento svolte dal personale interno a titolo volontario oltre l’orario di lavoro e il cui compenso resta per una quota sui bilanci del servizio pubblico. I pazienti raccontano che, chiamato il centralino, alla cornetta riecheggia una musica registrata, anche per mezz’ora. Alla mail di servizio, la risposta non sempre è pronta, anche perché bisogna allegare specifiche non sempre automatiche.

C’è uno sportello dalle 16 alle 19, ma mattina e pomeriggio di persona capita che gli operatori per l’intramoenia rimandino a posta elettronica e numero fisso. Una prova “sul campo” effettuata ieri tramite il portale online, ha evidenziato che su dieci visite richieste (quale che fosse il medico) c’era disponibilità soltanto per un consulto diabetologico. Niente disponibilità per cardiologi, ginecologi, nefrologi, pneumologi, dermatologi, oculisti, neurologi, reumatologi e chirurghi toracici. Capita quindi, raccontano gli specialisti, che alcuni assistiti non riescano ad essere inseriti in percorsi di cura. Pur dando disponibilità, i medici si trovano ad aspettare in ambulatorio, pur avendo contezza di pazienti che domandano una visita. Questa situazione è un ostacolo che allontana i giovani dottori dal pubblico: diversi specialisti si sono orientati verso la professione privata, con visite tutte a pagamento, in spazi esterni all’ospedale. Del resto, per i medici, l’attività intramoenia aiuta ad arrotondare lo stipendio, ma non è remunerativa come il regime privato puro.

Ma c’è di più: a novembre sono stati in parte bloccati i pagamenti per la libera professione a fronte di verifiche interne. Questo perché, si legge ai documenti, «l’ufficio che monitora ha riscontrato in sede di controllo finalizzato alla liquidazione delle competenze una serie di irregolarità di vario genere». Timbrature mancate o parziali, rendicontazioni incomplete: come noto, la libera professione si può fare solo oltre l’orario di lavoro nelle giusti sedi. «Tali controlli sono preliminari al pagamento delle prestazioni svolte in attività aggiuntiva e quelle relative alla libera professione e si basano sulla verifica dei cartellini, che devono essere conservati a tutela dei dipendenti e dell’azienda». I pagamenti di novembre sono quindi slittati a febbraio. I medici attendono in questi giorni i cedolini, non senza qualche contrarietà. Per alcune presunte irregolarità, gli stipendi arrivano solo dopo tre mesi e, peraltro, una parte degli importi viene trattenuta subito dall’ospedale. Di contro, l’ospedale sottolinea che è tenuto a fare queste verifiche, per regolamentare secondo norme la libera professione e che , una volta conclusi i controlli, la situazione tornerà man mano ad essere normale.

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