Voci da Dubai e da Doha: «Si aspetta, ma la situazione è surreale»

Testimonianze Fiducia nel governo degli Emirati Arabi Uniti circa la gestione della situazione. In cielo continuano le operazioni di abbattimento dei missili e dei droni dall’Iran

Como

Mentre il mondo si gira verso il Medio Oriente, senza sapere che piega prenderanno i fatti, arrivano gli aggiornamenti di chi, suo malgrado, si è trovato in questa circostanza «assolutamente inaspettata».

Il gruppo dei 15 comaschi di ritorno dall’India è al sicuro in un hotel a Dubai, ma non sa quando tornerà in Italia. Nella notte tra domenica e lunedì «sono suonati gli allarmi verso le 23.30, siamo scesi nella hall e abbiamo aspettato. Dopo circa 1 ora è arrivato un secondo messaggio che indicava che l’emergenza era finita» raccontano.

Anche Gregory Bradelle, che lavora al Passalacqua e stava tornando da un viaggio in Australia, è ancora bloccato a Doha e fa sapere che un eventuale prossimo aggiornamento si avrà alle 9 di martedì mattina.

Lorenzo Ferrari, imprenditore comasco che da anni lavora in ambito tessile in Medio Oriente, è riuscito a spostarsi con un viaggio in auto lungo 12 ore da Riyad a Dubai, dove ha casa.

La comasca che vive a Dubai da 10 anni

Tra le testimonianze che stiamo raccogliendo in queste ore, si aggiunge quella della comasca Monica Benzonana. Vive a Dubai da 10 anni con il marito e i figli. Come altri residenti della città, racconta che tra i palazzi c’è «tranquillità e di fiducia nelle capacità del governo».

I botti e il fumo che provengono dal cielo sono dovuti al fatto che «gli Emirati Arabi Uniti hanno intercettato più di 165 missili balistici e 541 droni. Le autorità stanno adottando tutte le misure di sicurezza necessarie e i sistemi di difesa continuano ad intercettare i missili, che non sono diretti alla città di Dubai o alla sua popolazione». Ciò che tocca il suolo quindi sono «detriti delle intercettazioni, che hanno causato alcuni incendi localizzati già gestiti dai servizi di emergenza». Dalla sua casa, Benzonana aggiunge che «al momento non ci sono indicazioni di rischio diretto per i civili a Dubai e le autorità continuano a monitorare la situazione con la massima attenzione, invitando tutti alla calma e a seguire solo fonti ufficiali».

Purtroppo un problema che si è creato in parallelo a quello logistico riguarda proprio la diffusione di fake news, difficili da distinguere dai fatti.

Il fisioterapista bloccato con la Fifa

«Ogni tanto sentiamo missili che passano sopra ed esplodono». A Doha, capitale del Qatar affacciata sul Golfo Persico, è l’ora di pranzo. Roberto Maragliano, famoso fisioterapista dei calciatori, originario di Sagnino, si trova in hotel con colleghi da tutto il mondo. «Eravamo venuti qui a scegliere gli arbitri per la Fifa - racconta - e sabato saremmo dovuti partire, ma così non è stato. Un collega, che era riuscito a decollare, ci ha raccontato che a un certo punto si sono bloccate le cinture e l’aereo è tornato indietro al punto di partenza».

Maragliano, in diretta dall’albergo, riferisce di sentirsi in qualche modo «fortunato» perchè «siamo in continuo aggiornamento grazie ai vertici della Fifa. Poi siamo rimasti comodi nello stesso albergo in cui già alloggiavamo. Immagino invece tutte le persone bloccate negli aeroporti: per loro è un bel disastro».

La Farnesina «non fa sapere niente, ci è arrivato l’avviso di scaricare l’app “sos emergency”. Su cellulari abbiamo ricevuto annunci in arabo e in inglese di restare dentro l’edificio». Tra l’altro «questa settimana appena iniziata saremmo dovuti essere a Dubai».

Anche se fuori dalla finestra è un viavai di droni e di mezzi della contraerea «non ci sentiamo in pericolo - racconta il fisioterapista -, siamo abbastanza tranquilli. Detto ciò la situazione rimane comunque surreale, sembra di vedere il tg da vicino. Oggi c’è stata un’esplosione molto vicina al luogo dove negli scorsi giorni andavamo per gli allenamenti».

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