Butti al summit internazionale sull’intelligenza artificiale

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Ginevra (Svizzera)

Il sottosegretario comasco Alessio Butti ha partecipato martedì a Ginevra allo UN Global Dialogue on AI & ITU Summit “AI for Good” *per parlare di intelligenza artificiale e del lavoro fatto dal governo italiano per governare questa tecnologia. In mattinata il bilaterale con Adam Cassidy, Cyberspace and digital policy ambassador statunitense, per parlare delle prospettive e del lavoro comune in ambito AI.

Nel suo intervento al summit, Butti ha sottolineato che «l’intelligenza artificiale corre più veloce delle nostre categorie di governo: nessun paese, da solo, può vederne l’intero quadro, né può permettersi di restare indietro. Per l’Italia, una governance di questo tipo significa innanzitutto mettere al centro la persona: sicurezza, affidabilità, trasparenza degli algoritmi sottostanti, e dataset che riflettano la pluralità delle lingue e delle culture del mondo, non solo di alcune».

Butti ha preso parte anche alla Tavola Rotonda “Digital trust and Ai infrastructure for all”. «L’accessibilità non può fermarsi all’Europa. Il governo italiano sta estendendo l’accesso alle infrastrutture di intelligenza artificiale verso il sud globale, anche attraverso il capacity building: le iniziative lanciate dall’Italia durante la nostra Presidenza del G7, dedicate a costruire capacità di calcolo, competenze e accesso ai dati in Africa. E portiamo anche i nostri asset concreti: la capacità di calcolo ad alte prestazioni del polo di Genova - che unisce il supercalcolatore Leonardo e le nuove infrastrutture Davinci-1 e Franklin, nel quadro delle iniziative europee Gigafactory e AI Factory. Genova è candidata a ospitare una delle gigafactory europee, una candidatura che rafforzerebbe il ruolo dell’Italia come hub di c alcolo per l’Europa. A questo si aggiunge la partecipazione dell’Italia, con la vicepresidenza esecutiva, al consorzio Digital Commons EDIC: per noi non è solo un progetto infrastrutturale, ma lo strumento con cui intendiamo costruire una sovranità digitale che non significhi autarchia, ma capacità collettiva - un modello che crediamo possa ispirare iniziative analoghe altrove. Le nostre infrastrutture di calcolo sono inoltre aperte a partner internazionali, come nel quadro dell’AI Hub for Sustainable Development».

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