Alla Scala la fiaba crudele di Turandot

Teatro Il capolavoro incompiuto di Puccini a Milano per i cent’anni dal debutto meneghino. Info e date

Giusto cent’anni fa debuttava al Teatro alla Scala l’ultimo capolavoro, incompiuto, di Giacomo Puccini: “Turandot”. Come è noto, il compositore lucchese morì poco prima di concludere la partitura: stanco e malato, non riuscì a comporre una conclusione che lo soddisfacesse dell’enigmatica fiaba/commedia inventata da Carlo Gozzi: cantare un amore che si concludesse con un lieto fine (com’è stato spesso insinuato) non era, evidentemente, nelle sue corde.

Versione fastosa e sovraccarica

La favolosa partitura pucciniana, dall’orchestrazione ricchissima e scintillante, ebbe esito trionfale al Teatro alla Scala la sera del 25 aprile 1926, quando fu diretta da Arturo Toscanini con Rosa Raisa nel ruolo della gelida Principessa e Miguel Fleta in quello di Calaf. Durante l’esecuzione Toscanini depose la bacchetta alla morte di Liù, le ultime note di pugno composte dal compositore, non senza aver prima incaricato Franco Alfano di completare il terzo atto utilizzando gli schizzi compositivi lasciati da Puccini. In questa versione l’opera venne in seguito quasi sempre rappresentata e lo sarà anche stasera quando sul podio del teatro milanese salirà Nicola Luisotti a concertare e dirigere l’allestimento creato da Davide Livermore per la stagione scaligera del 2023/2024.

Nella fastosa e sovraccarica versione di Livermore “Turandot” è una fiaba crudele, in cui un Oriente di fantasia si mescola a riferimenti “cinesi” sospesi fra modernità e passato e a suggestioni oniriche di sicura efficacia. In scena una grande lente mobile evidenzia gli elementi simbolici di un mondo dove il sogno e l’incubo si intrecciano incessantemente. Le scenografie sono opere digitali ideate e progettate da D-Work, mentre i costumi portano la firma di Mariana Fracasso.

Nel difficile ruolo della Principessa avremo l’atteso ritorno di Anna Pirozzi, soprano drammatico da lungo tempo assente dal palcoscenico scaligero. Voce potente , ma duttile, la Pirozzi ha recentemente trionfato in Atene nel ruolo principale della “Gioconda” di Ponchielli ed è attesa quale Turandot al Metropolitan di New York, al Festival di Torre del Lago (dove canterà anche la pucciniana “Fanciulla del West”) e all’Arena di Verona. A lei si alternerà, per le recite dell’8, 11, 14 e 21 aprile, Ewa Plonka.

Angelo Villari e Roberto Alagna

Altrettanto difficile, e attesissimo dal pubblico, è il ruolo di Calaf per il quale Puccini creò quella che è forse la sua aria tenorile più celebre: quel “Nessun dorma” che fu cavallo di battaglia del compianto Luciano Pavarotti. Stasera alla Scala sarà il turno di Roberto Alagna, tenore franco-italiano dal turbolento passato scaligero (celebre fu la sua fuga dal palcoscenico del teatro quando, vent’anni fa, fu fischiato da una parte del loggione durante una recita di “Aida”) che si alternerà in questo ruolo con Angelo Villari. Nel ruolo della mite e rinunciataria schiava Liù avremo il piacere di ascoltare Mariangela Sicilia (in alternanza con Selene Zanetti), una delle voci sopranili più amabili di oggi. Come Timur, padre di Calaf, si alterneranno Riccardo Zanatello e Adolfo Corrado. Maestro del Coro, “personaggio” chiave dell’opera, sarà Alberto Malazzi. “Turandot” sarà in scena fino al 29 aprile. Info: https://www.teatroallascala.org/it/index.html

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