(Foto di Molina Visuals)
L’evento L’arpista svizzera sarà protagonista del tradizionale Sunrise Concert di LacMus: alle 6 del mattino un concerto da Rameau a Rota tra le prime luci del giorno e il panorama del lago di Como
Lettura 1 min.Tremezzina
Uno dei momenti più attesi di LacMus Festival torna a colorare le prime luci del mattino sul lago di Como. Domenica 12 luglio la sveglia suonerà prestissimo per il pubblico della rassegna e per l’arpista svizzera Elisa Netzer, protagonista del tradizionale Sunrise Concert in programma alle 6 nel Parco di Mezzegra. Il concerto, intitolato Lever du jour, accompagnerà il sorgere del sole con un percorso musicale che attraversa oltre due secoli di storia, mettendo al centro uno degli strumenti simbolo dell’edizione 2026 del festival: l’arpa.
Interprete di grande personalità, Netzer si è formata con maestri di primo piano come Fabrice Pierre e affianca all’attività concertistica un intenso lavoro di divulgazione culturale, che la vede impegnata anche ai microfoni della Radiotelevisione svizzera. Il programma scelto per l’appuntamento lariano riflette questa versatilità, alternando pagine originali e trascrizioni, dal Settecento fino al Novecento.
L’apertura è affidata ad Au matin di Marcel Tournier, quasi una dichiarazione d’intenti per un concerto all’alba. Figura centrale della scuola arpistica francese, Tournier ha lasciato un repertorio che unisce eleganza e suggestioni impressioniste, valorizzando le sfumature timbriche dello strumento.
Dal repertorio francese arriva anche “L’Égyptienne” di Jean-Philippe Rameau, trascrizione di una celebre pagina per clavicembalo che conserva intatto il fascino dell’esotismo settecentesco. A seguire la “Sonata op. 32” di Marie-Martin Marin, virtuoso dell’arpa tra i più apprezzati dell’età napoleonica, capace di sfruttare registri e colori sonori con notevole varietà espressiva.
Il programma prosegue con la “Sonata per arpa” di Paul Hindemith, composta nel 1939 in una Europa già segnata dall’ombra della guerra. Più che i drammi della storia, la musica cerca qui una dimensione di equilibrio e raccoglimento. Atmosfere fiabesche caratterizzano invece “Laideronnette, impératrice des pagodes” di Maurice Ravel, tratto da “Ma mère l’oye”, pagina che sembra trovare nell’arpa la sua naturale destinazione.
Spazio anche alla “Siciliana” di Ottorino Respighi, rilettura di un’antica melodia italiana che restituisce un clima sospeso e nostalgico. La conclusione è affidata a Nino Rota con “Sarabanda e Toccata”, due brani scritti nel 1945 che guardano a forme del passato filtrandole attraverso una sensibilità novecentesca.
Un appuntamento che unisce musica e paesaggio, confermando la formula vincente di LacMus: trasformare luoghi di straordinaria bellezza in scenari d’ascolto unici, dove l’esperienza del concerto si intreccia con quella della natura e della luce del mattino.
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