Cinquant’anni dalla morte di padre Pigato: il ricordo dell’educatore ed insigne latinista
Domenica alle 16, al Centro civico di via Collegio dei Dottori a Como, si svolgerà un momento di riflessione sulla figura dell’umanista comasco d’adozione, tra parole e musica, con Piero Camporini e padre Maurizio Brioli
Como
In un suo componimento poetico, Giovanni Battista Pigato, religioso dell’ordine dei Padri Somaschi, scrive (rigorosamente in latino): «E di nuovo cercando tracce in cose effimere, sarò eternamente alla ricerca di una forma immortale». Parole che riassumono molto bene la parabola umana del sacerdote nato a Mason Vicentino (Vicenza) nel 1910 e morto il 3 maggio 1976 a Como, cinquant’anni fa. Una figura poliedrica di insegnante e preside al liceo Gallio, educatore, sacerdote, alpino, umanista, insegne latinista e poeta premiato a livello internazionale.
La storia di padre Pigato è particolarmente legata alla nostra città: qui, nella comunità della basilica del Crocifisso, frequenta il seminario dal 1930 al 1935. Dopo la guerra che lo vede ferito sul campo in Grecia e testimone dei tragici eventi della campagna di Russia, e dopo la doppia laurea (in lettere classiche alla Cattolica di Milano e in Filosofia a Genova), il 16 ottobre 1948 arriva al Collegio Gallio per insegnare italiano, greco e latino. Dopo una parentesi a Rapallo, come insegnante e preside al liceo scientifico tra il 1963 ed il 1969, torna a Como dove riprende i ruoli precedenti, mantenendoli fino alla morte, a soli 66 anni, dovuta ad un tumore alla gola. Il funerale viene celebrato nella basilica del Crocifisso dall’allora vescovo Teresio Ferraroni ed il corpo deposto nel cimitero di Somasca.
Il ricordo di padre Pigato resta vivo, mezzo secolo dopo la morte, in particolare tra i suoi allievi di allora, ma anche nel mondo culturale e letterario. E proprio domenica alle 16, al Centro civico di via Collegio dei Dottori, si svolgerà un momento di ricordo, tra parole e musica, con Piero Camporini e padre Maurizio Brioli.
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