“Cornuti e contenti”: stasera Travaglio al Sociale

Lo show del giornalista: «Perché milioni di italiani votano sempre per chi poi li tradisce, o addirittura li ha già traditi e si propone di rifarlo? Perché milioni di persone premiano, dalla carta stampata ai social, dalla televisione alla radio, quei media e quei programmi che sfornano sistematicamente bufale e bugie?»

Como

«Perché milioni di italiani votano sempre per chi poi li tradisce, o addirittura li ha già traditi e si propone di rifarlo? Perché milioni di persone premiano, dalla carta stampata ai social, dalla televisione alla radio, quei media e quei programmi che sfornano sistematicamente bufale e bugie?».

Se lo domanda, e lo domanderà stasera alle 20.30 anche al pubblico del Teatro Sociale, Marco Travaglio, che porta a Como il suo ultimo spettacolo, “Cornuti e contenti”, grazie a MyNina. Naturalmente occorre seguire e accordarsi con il suo ragionamento: «Se veniamo continuamente truffati da politici pessimi e/o incapaci è anche perché li votiamo anziché lasciarli senza un seggio e costringerli ad andare a lavorare: come se godessimo ad affidare la soluzione dei nostri problemi a chi ne è la causa. Se veniamo continuamente disinformati e manipolati è perché non ci ribelliamo a chi prende in giro, lasciando certi giornali in edicola, certi siti e certi social senza like, certi programmi in tv e in radio senza audience. Finché avranno successo, continueranno a truffarci». La visione dell’attualità del direttore de Il Fatto Quotidiano, è quella di un non allineato.

Un antagonismo che ha radici lontane, da quando nell’ormai lontano 2001 fu ospite di una trasmissione di Daniele Luttazzi per presentare “L’odore dei soldi”, il libro che conteneva la sua indagine giornalistica sull’origine della fortuna economica berlusconiana. Quell’intervista costò l’epurazione del conduttore (nell’ambito del famigerato “editto bulgaro”), la chiusura del programma e anche una serie di cause all’indirizzo del giornalista che divenne, in poco tempo, un volto notissimo. Da quel momento ha approfittato della celebrità acquisita per continuare a scrivere, sempre da bastian contrario, ricordando l’assioma anglosassone per cui il giornalismo deve essere il “cane da guardia” che difende il popolo lettore.

Così si sono moltiplicati i libri, non si contano le apparizioni come opinionista fino a “Il Fatto”, che ha contribuito a fondare nel 2009 e che dirige dal 2015. Ultima frontiera, questi veri e propri show. «Nel mio nuovo spettacolo, sempre col linguaggio satirico che ci fa sorridere amaramente anche delle cose più serie e tragiche, offro agli spettatori un manuale di autodifesa per provare a invertire la rotta dal basso. E per smetterla di essere un popolo di cornuti contenti». Quindi anche in questo caso, condividerà le sue considerazioni sui politici che, secondo Travaglio, mentono su tutto.

«Anche sull’astensione, che molti italiani scambiano per un’estrema forma di ribellione al Sistema, mentre ne è l’assicurazione sulla vita (ad astenersi sono gli elettori liberi e dunque incazzati che potrebbero cambiare tutto, mentre i voti di scambio e di abitudine continuano ad arrivare, per la gioia di chi non vuole cambiare nulla). Dopo aver denunciato tante volte la mala – politica e la mala – informazione, penso che sia venuto il momento di guardarci allo specchio e cercare le nostre magagne». Disponibili gli ultimi posti da 34,5 a 32,2 euro.

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