Feste a bordo e crisi: i battelli a fine secolo
Storie Alla fine degli anni Ottanta il massimo potenziamento della flotta con eventi speciali. Ma nei Novanta l’accantonamento del Patria e i catamarani sono motivo di polemiche
Lettura 3 min.All’alba degli anni Novanta, dopo circa trent’anni dalla nascita della Gestione Governativa, la flotta della Navigazione Lago di Como è una delle più variegate d’Europa per tipologia di mezzi e servizi offerti. Al servizio pubblico espletato dalle moderne motonavi costruite nel dopoguerra si affiancano gli storici piroscafi a vapore per un servizio turistico di livello, mentre in Centrolago le motonavi traghetto sono ormai indispensabili per la mobilità quotidiana.
Luci e ombre
Il servizio rapido effettuato da aliscafi copre quasi interamente il lago da Nord a Sud, includendo il ramo di Lecco. Anche il servizio nel primo bacino di Como viene intensificato nel corso degli anni offrendo una valida alternativa al servizio autobus per raggiungere il centro città. Nel 1988 fa il suo ingresso nella flotta la motonave traghetto “Plinio”, una delle unità più grandi mai costruite che affianca i traghetti più piccoli per il servizio veicoli in Centrolago. La nuova unità navale dispone inoltre di una grande cucina, di un ristorante e di un ponte passeggeri mobile che permette di aumentare i posti seduti a pranzo per le occasioni speciali.
La Navigazione vanta un servizio puntuale ed impeccabile: grazie agli affidabili aliscafi della Rodriguez il traffico pendolare si sposta sempre più su acqua, costringendo l’azienda a rinforzare con dei bis alcune corse mattutine tra l’alto lago ed il capoluogo per poter soddisfare l’elevata domanda di traffico. La Navigazione lago di Como gode di ottima reputazione anche oltralpe, dove alcuni giornali elogiano i servizi turistici offerti con i piroscafi a vapore anche grazie all’elevato standard qualitativo dei servizi offerti a bordo, tra cui la ristorazione (oggi quasi completamente scomparsa). Tra le proposte turistiche figurano crociere notturne con cena e ballo a bordo da Como, Lecco, centro e alto lago in programma ogni fine settimana nei mesi estivi, mentre nel corso dell’estate vengono organizzate diverse crociere straordinarie in occasione di feste e sagre (su tutte, la crociera straordinaria per la serata dei fuochi di San Giovanni all’Isola Comacina, alla quale partecipa ogni anno tutta la flotta). Una delle crociere più care ai comaschi è la “batelada” tra Como e Piona con pranzo a bordo, espletata dal “Patria”.
Nonostante la fama e l’elevato apprezzamento dei piroscafi a vapore della flotta, nel 1990 si vocifera di un possibile fermo delle due unità storiche, “Patria” e “Concordia”. Qualche anno prima, sul lago di Garda i piroscafi erano stati trasformati in motonavi diesel, privandoli della loro motrice storica a vapore; si pensa che la stessa operazione possa essere replicata sul Lario. La notizia viene inizialmente smentita, ma sul finire dell’orario autunnale il “Patria” viene definitivamente fermato mentre il Concordia (completamente rinnovato pochi anni prima) rimane fortunatamente in servizio. È solo l’inizio di uno dei capitoli più lunghi e famosi della storia della navigazione sul lago di Como, che vedrà lo storico battello accantonato per quasi 20 anni nonostante la ferma opposizione dell’opinione pubblica, in attesa di un restauro che lo riporterà brevemente in vita nel 2013. Ma questo è un capitolo troppo lungo per essere riassunto in poche righe e troverà spazio su queste colonne nella puntata del prossimo mese.
È sempre il 1990 quando sul lago fa la sua comparsa lo “Stendhal”, il primo catamarano del lago. Nonostante l’importanza del nome, il nuovo mezzo ha da subito esiti disastrosi e dopo alcuni incidenti viene frettolosamente trasferito sul lago di Garda. Appare abbastanza chiaro che il catamarano sia una tipologia di mezzo inadatto alle caratteristiche e alle esigenze del Lario, tuttavia l’azienda non demorde. Nel 2001 vengono varati i due catamarani gemelli “Città di Como” e “Città di Lecco”, seguiti da una terza unità, il “Tivano”. Rispetto agli aliscafi, i catamarani consumano il doppio del carburante, sono molto più lenti e soprattutto provocano un moto ondoso troppo importante per le rive del lago, che presentano presto i segni del passaggio dei nuovi mezzi. I sindaci del lago insorgono e monta la polemica, ma la Navigazione decide di proseguire con i propri progetti demolendo i vecchi aliscafi Rhs 70 ed affidando alcune corse rapide ai catamarani. I tempi di percorrenza si allungano ed il servizio subisce un graduale peggioramento dovuto all’inaffidabilitá e ai pessimi risultati di esercizio dei tre nuovi mezzi. Dal canto suo, la Navigazione difende le proprie scelte. Ci vorranno anni e soprattutto nuovi dirigenti per ammettere gli errori commessi.
La cura per il Concordia
Negli stessi anni in cui il “Patria” viene abbandonato dall’azienda a Dervio in attesa che la politica trovi un accordo, la Navigazione decide di concentrarsi sul buon mantenimento e sull’utilizzo regolare del “Concordia”. Ogni inverno le maestranze del cantiere di Tavernola si occupano della manutenzione della macchina a vapore, del rifacimento dei ponti in legno e di tutte le attenzioni di cui un piroscafo ha bisogno. Grazie ad un accordo tra la dirigenza NLC ed il fotografo Claudio Cavalmoretti, i lavori di manutenzione vengono immortalati in centinaia di scatti oggi visibili a tutti grazie ad una mostra permanente allestita dall’associazione Piroscafi Lariani al Museo della Barca Lariana di Pianello. Il “Concordia” invece compirà 100 anni il prossimo 31 ottobre e per questo l’associazione ha co-organizzato una crociera speciale (info nell’articolo a lato).
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