I resti della Cortesella. Due epoche a confronto lungo via Muralto

Le strade di Como Muri medievali e palazzi settecenteschi sopravvissuti al “piccone risanatore”. Un mosaico di cento metri quadri ricorda il quartiere prima dell’intervento del ’38

Sul risvolto sud dell’edificio della Banca d’Italia si legge la dedica della via allo storico Francesco Muralto, che nel XV secolo ha avuto un ruolo importante nella cronaca di Como. L’edificio della Banca d’Italia è stato costruito negli anni cinquanta in stile neorinascimentale; occupa l’intero isolato con ingressi da piazza Perretta, via Muralto e via Juvara; lo scarico valori è sul retro.

Demolire o modificare?

Il palazzo, costruito sull’area di risulta dalla demolizione della “Cortesella”, è antipolare e non dialoga col tessuto medievale della zona. Nelle ricerche del 1970 sulla città murata l’architetto Gianfranco Caniggia proponeva la demolizione sostituendolo con edifici coerenti col tessuto urbano; il palazzo permane ed è in vendita, si auspica che all’interno venga aperta una galleria commerciale che lo renda permeabile alla città.

Il rettilineo fianco della banca ha modificato il primo tratto di via Muralto, che ha conservato la curvatura medievale dopo l’incrocio con via Vitani. Gli edifici sul lato sud fanno parte della Cortesella, ma sono stati risparmiati dalla demolizione del 1938.

Percorrendo la via si incontra a sinistra l’edificio che ospita gli esercizi commerciali dell’osteria La Cortesella e dell’oreficeria Clerici; in facciata vi è la lapide a ricordo di Pier Amato Perretta, martire per la libertà ucciso nel 1944, a cui è dedicata la piazza. Proseguendo vi è l’edificio rosato che ospita lo storico pastificio Braglia, fondato nel 1962 in via Vitani, e che ha l’accesso al vicolo Muralto dove termina il ritrovato teatro romano.

Di seguito vi è il fronte ottocentesco, ai n.23 e 25, che sporge su strada raggiungendo via Vitani ed è caratterizzato dai graziosi balconcini comensi.

Dopo l’incrocio, al n. 27 vi è Casa Frangi costruita nel XVIII secolo sul recinto dell’ampio compendio medievale dei Vitani. Al n. 29 si ammira l’edificio medievale, tipico della Cortesella, che nella facciata ha l’arco d’accesso con blocchi di pietra grigia di Moltrasio alternati a blocchi di marmo bianco di Musso. Al primo piano ha la finestra ad arco e l’apertura rinascimentale, in cui è inserita una Madonna col Bambino, con lo sfondo della città e un passo del Paradiso di Dante. Di seguito si incontra la casa col piano terra in pietra a vista, che ospita la storica pescheria Guerci, attiva dal 1934. Al n.39 spicca l’ex-Casa dei Mercanti, che ospita la Latteria San Fedele, attiva dal 1960 con i prodotti della cucina comasca. Sopra il grande portale vi sono le aperture a sesto acuto con le rare decorazioni a merlatura rossa, che caratterizzano l’incrocio tra via Muralto e via Olginati.

Nella parte opposta stava la chiesa di San Nazaro, che è stata demolita nel 1938, di cui è rimasta solo una porzione dell’arco di accesso al sagrato. Gli arredi interni della chiesa si sono salvati e sono stati fatti portare dal vescovo Macchi nella parrocchiale di Lora. Il pregiato pulpito, scolpito da Giuseppe Gaffuri, è stato restaurato dieci anni fa dall’Accademia Aldo Galli IED e “collaudato” dal vescovo Coletti, salito a benedire. Sulla parete lacerata dalla demolizione è collocato “Il Filo della memoria”, un mosaico della superfice di cento metri quadri composto da pannelli di ceramica, che ricorda il brano di città perduto.

Nella “Memoria di un quartiere: La Cortesella di Como” Grafica Marelli 2004, l’esperto d’arte Luigi Cavadini al riguardo scrive: «Ecco allora emergere nell’immagine i resti di uno degli affreschi dell’antica chiesa del borgo (poche figure di santi, lacerti di scene ben più vaste) e in trasparenza, in una sovrapposizione che lascia intravedere senza negare, la riproduzione della mappatura delle zone della Cortesella assegnate alla distruzione e un brando del plastico della città di Como». L’affresco dei 4 santi, strappato dall’esterno della chiesa di San Nazaro, è custodito nella Pinacoteca civica.

L’antica casa dal colore rosso, che ha il fianco rivestito dal mosaico, ospita al piano terra una gelateria della tradizione e una vivace tabaccheria; sopra spicca la scritta “Contrada di San Nazaro”. Dopo la casa d’angolo, che ospita il Bistrot Muralto, ci conduce in piazza Volta il curioso edificio eclettico che ha balconi con ringhiere in graniglia di cemento, traforate da decorazioni liberty.

Casa Bazzi

Tornando all’incrocio con via Olginati, si incontra lo storico negozio Ortofrutta che porge sulla strada i prodotti dell’orto dai variopinti colori. Segue il fianco dell’albergo Firenze, che era una dimora storica in seguito trasformata nell’elegante edificio eclettico. Nel restauro dell’isolato, progettato dagli architetti Amedeo e Antonio Petrilli, nell’albergo è stata aperta la galleria che, attraversando due cortili, sbocca in via Olginati, avendo sullo sfondo Casa Bazzi.

La famiglia Bazzi, della quale hanno fatto parte patrioti e volontari che seguirono l’ideale garibaldino, ha conservato l’antica casa restaurata nel secolo scorso dall’architetto Gianfranco Caniggia, che è diventata un simbolo della storia sociale, commerciale e culturale di Como. L’edificio è nato dall’unione di due corti medievali; a piano terra ha portali lapidei e al piano superiore eleganti bifore. Nel cortile il doppio loggiato a sbalzo ha la struttura a graticcio, con pilastri e travi in legno e parapetti in mattoni posati a lisca di pesce. All’incrocio tra via Muralto e via Olginati si percepisce il sottile fascino di una porzione rimasta intatta del quartiere della Cortesella; si respira una atmosfera medievale che da Casa dei Mercanti raggiunge Casa Bazzi.

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