La via dei commerci e la torre nascosta
In via Luini botteghe ed edifici nobiliari, che conservano preziosi elementi storici. Nel mosaico di Nino Lupica due biciclette colorate pensate come simbolo della Ztl
Lettura 5 min.La via Bernardino Luini è dedicata al pittore rinascimentale appartenente al gruppo dei Leonardeschi, che ha dipinto le preziose tele del Duomo di Como, tra cui la famosa pala detta di San Girolamo. La via è parallela al “cardo” che corrisponde a via Adamo del Pero e incrocia il “decumano” che corrisponde a via Indipendenza. Attraversa due antiche Contrade: la Contrada della Torrazza e la Contrada delli Asini.
Famiglie dominanti
La via, che fa parte del tessuto antico della città, è stata dominata da potenti famiglie (tra cui i ghibellini Rusconi), ha ospitato botteghe della tradizione artigianale; ora è interessata da nuove trasformazioni commerciali. La strada offre pertanto uno spaccato della nostra città, unendo memorie storiche e dinamiche contemporanee. Per apprezzare la sua peculiarità è bene percorrerla da nord, ovvero dall’edicola dello slargo di via Boldoni, tra le poche rimaste in centro storico. Al n.1 troviamo l’edificio, rivestito in spaccatello di pietra grigio, delle Calzature Butti che costituisce l’angolo fra la Stretta della Caserma (via Volpi) e la via Bernardino Luini. In questo primo tratto la strada è piuttosto larga per l’arretramento degli edifici costruiti sul lato ovest nel Novecento, secondo le previsioni urbanistiche dell’epoca che imponevano l’allargamento della via. Nel primo tratto della Contrada della Torrazza fa da sfondo il grande mosaico, che copre la parete cieca creata dall’arretramento degli edifici; non vi sono più le bancarelle di frutta e verdura, che da oltre cinquant’anni rallegravano lo spazio, e neppure il magico negozio di giocattoli Scotti che ha fatto sognare generazioni di bambini.
Sul lato ovest ai n. 2 e 4 si sviluppa l’imponente edificio di stile Novecento con le vetrine di cosmetici a piano terra, il marcapiano in serpentino verde, i piani superiori di colore rosso con le aperture contornate da portali, lunette, tondi dell’Art Déco (rara a Como). Segue l’edificio dello storico negozio di abbigliamento Seveso, che negli anni Novanta ha finanziato il grande mosaico, posato sulla parete rimasta cieca, perché la via in seguito si restringe. Il pittore Nino Lupica, allora direttore dell’Accademia di belle arti Aldo Galli di Como, ha composto il mosaico con pannelli quadrati di ceramica, in cui sono rappresentate, in uno stile che ricorda Picasso, varie figure. In basso sono dipinte due biciclette, con le ruote decorate da motivi astratti colorati, che indicano che la zona a ZTL favorisce il passaggio di pedoni e biciclette; al centro vi è un albero con sei pere, che ricordano lo stemma della famiglia di Adamo del Pero, a cui è dedicata la via parallela; in alto vi sono colombe che volano tra nuvole, simbolo di pace. Il mosaico dopo trent’anni è ben conservato, mentre l’intonaco della parete su cui è posato è in stato di degrado e necessita di ridipintura.
Sul lato est di via Luini vi sono alcuni edifici settecenteschi di vari colori (bianco, rosa, giallo) con i balconcini tipici della città ed i negozi dai marchi moderni, tra cui spicca quello del calcio “Official Store Como 1907-Fan Shop”. Pur avendo perso il carattere tradizionale, lo slargo di via Bernardino Luini è un importante punto di riferimento per lo shopping, in particolare per i turisti. Dopo il mosaico di Nino Lupica la via si restringe, riprendendo l’antico calibro, e ha come sfondo il porticato di piazza San Fedele con i tavolini della pasticceria.
Arrivati all’incrocio con via Rusconi si entra nella Contrada delli Asini avendo sulla sinistra le allegre vetrine del Caffè&Caffè Milani e di fronte l’angolo della storica Casa della Carta, ora negozio di abbigliamento intimo. Sul lato destro tra la casa di Butti Scarpe e quella dell’ex-Pastificio Concesa vi è uno stacco, la probabile permanenza di un “ambitus” romano, nel quale confluivano le acque reflue delle due “domus”. Ora lo stacco a piano terra è chiuso dalla vetrina con sopra la terrazza, ma in alto le due gronde sono rimaste nettamente distinte. Lo storico Pastificio Concesa è stato fondato ai primi del Novecento ed è ricordato da Lombardia Beni Culturali, che ha censito come beni la “trafila” da cui usciva la pasta lombarda e il “cliché di stampa” della confezione. Ora vi sono le vetrine di una delle sedi della catena di abbigliamento Oltre. Sul lato opposto, nell’edificio al n. 33, ha riaperto la sede di United Colors of Benetton; all’interno si ammira il cortile, coperto da vetrata, che presenta un bel portico neoclassico dalle granitiche colonne.
Più avanti al n. 43 vi è l’antica casa a due piani, un tempo in pietra a vista, ora intonacata, che a piano terra conserva l’arco trasversale romanico e l’antico pavimento in piode di Moltrasio; era la sede dello storico negozio di borse Taedo, ora di boutiques che hanno conservato i reperti. Sul lato opposto spicca l’alto edificio con il portale di ingresso neoclassico al n. 50 e con la facciata trattata a graffito a fondo rosso, con intreccio di rombi e gigli. Nel prospetto fra il primo e il secondo piano vi sono i graffiti rettangolari; in uno di questi è rappresentato lo stemma rosso, con croce bianca e corona, del Comune di Como. A piano terra si trova l’Enoteca da Gigi-Wine Bar, aperta dal 1930, che da quattro generazioni è un punto di riferimento per chi ama sorseggiare un vino all’aperitivo con un’ottima selezione di bianchi e rossi al calice. All’interno dell’Enoteca si è conservato l’antico cassettonato con la struttura in legno lasciata a vista. A fianco, sino all’incrocio di via Indipendenza, vi è la Casa del Biscotto, che da più di mezzo secolo è un angolo di golosità con caramelle, biscotti e dolci dai vari profumi e colori.
L’antica macelleria
Passata via Indipendenza, al n. 56 a piano terra sono conservate le formelle di marmo bianco dell’antica macelleria dismessa; sono scolpite teste di bue e la grande coppa con la scritta “Esposizione internazionale Genova 1913”, che ricorda la partecipazione del negozio alla celebre esposizione di prodotti alimentari, progettata dall’architetto Gino Coppedè a Genova Brignole. Al n. 58 si ammira il portale romanico a arco in conci di pietra della Casa Pontiggia, appartenuta nel XIII secolo ai Rusconi e nel XV secolo ai Balbiani. I Rusconi furono una potente famiglia di parte ghibellina e Alessandro Balbiani fu un governatore di Como. La casa, catalogata da Lombardia Beni Culturali, nel secolo scorso ospitava la Latteria San Fedele e ora ospita un elegante negozio di abbigliamento; entrando si ammira il cortile, coperto da vetrata, con il portico dalle eleganti colonne con capitelli rinascimentali edificato dalla famiglia Balbiani.
Di fronte al n.53, d’angolo con via Indipendenza, vi è la seicentesca casa di tre piani con granaio (ora residenza), che a piano terra ospita il Caffè Maja. Attraversando il caffè-bar si giunge nell’antico cortile, restaurato lasciando una parete in pietra a vista, sulla quale sono poste due lapidi. Nella prima vi è la scritta “restituito al decoro antico, questo angolo seicentesco ancora rievoca suggestivi ricordi di attività e di svaghi”, poiché la via Bernardino Luini era caratterizzata da storiche attività artigianali. Nella seconda sta la scritta “dimorò qui Giovan Battista Velzi, Alabardero 1627”, un famoso guerriero armato di alabarda.
La “Torre delli Asini”
Sull’angolo dell’edificio su via Indipendenza vi è la scritta “Contrada delli Ebrei” a indicare che in quella parte di città abitavano famiglie ebree. Adiacente al Caffè Maja si ammira il possente fianco della torre medievale; la parete è interamente composta da conci di pietra a vista con due aperture difensive: la prima a arco e la seconda a rettangolo, in seguito tamponate. La denominazione “Torre delli Asini” è oggetto di due interpretazioni: la prima la lega a una famiglia che dominava la Contrada; la seconda al passaggio degli asini, che la sfioravano portando il grano al mercato, che si svolgeva nella piazza.
La facciata della Torre, trasformata in residenza, verso piazza San Fedele ha le aperture e i balconi con decorazioni in stile barocchetto. Al centro della facciata è stata messa in rilievo dal recente restauro la traccia dell’antica “parlèra” in blocchi di pietra ad arco. Da essa il Capitano del Popolo teneva le arringhe ai comaschi radunati nell’antico brolo, ora piazza San Fedele. In seguito in aderenza alla basilica di Santa Maria Maggiore, sostituita dal Duomo, è stato costruito in fasi successive l’attuale Broletto; la Torre delli Asini ha così perduto il prestigioso ruolo di primo “arengario” della storia alto-medievale di Como.
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