Le mondine di Maria Luce Possentini: un “Quarto stato” tutto al femminile
Illustrazione La disegnatrice emiliana ha realizzato un albo illustrato sulla storia di sua nonna. In “La canzone del domani” racconta una ribellione del 1944. Questa sera, martedì 19 maggio, sarà alla Libooks di Cantù
Lettura 2 min.C’è una tavola, nell’albo illustrato “La canzone del domani” (Orecchio Acerbo, 2026), di Maria Luce Possentini che non lascia dubbi: l’ispirazione è “Il quarto stato” di Giuseppe Pellizza da Volpedo. Nel disegno, realizzato da Possentini con acquerelli stesi su carta da spolvero, è rappresentato un gruppo di donne che cammina verso il lettore con i pantaloni corti, i cappelli di paglia e le gambe affondate nell’acqua.
Milleduecento unite
Sono le mondine che nel 1944 in milleduecento rivendicarono la riduzione delle ore lavorative da 8 a 7, chiesero più riso, copertoni per le loro biciclette, abiti e parità di diritti. Molte avevano accettato di lavorare come mondine, lavoratrici stagionali impiegate nelle risaie del Nord Italia, per far fronte alla povertà imposta dalla guerra.
Tra loro c’è anche Oriele, la nonna dell’illustratrice.«Con lei ho passato giorni meravigliosi, me la sono goduta fino ai suoi 102 anni - racconta - Era una donna quieta e religiosa, conosceva il bene e il male e, ai miei occhi, era una donna che in un mondo estremamente patriarcale teneva il posto che le veniva assegnato. Anche per questo quando mi raccontò la storia contenuta in questo albo illustrato mi stupì: la sua pacatezza diede ancora più forza a quel suo scatto ribelle».
La storia è quella di un’amicizia lunga una vita, tra Oriele e Mercede, spedite dai quattordici anni in poi a far la monda per un pugno di riso e pochi soldi. «Mi raccontò questa e altre storie e mi colpiva la forza di quelle immagini: come della volta in cui lei e l’amica Mercede camminarono per cinque chilometri vestite a festa per assistere all’inaugurazione del monumento della Prima guerra mondiale in un paesello vicino... mi disse che arrivò anche un dirigibile a lanciare i fiori dall’alto: pensa che scena!». Nonna Oriele è la donna che la inizia ai riti e alle forme della natura e che le narra di quell’anno di Resistenza duro e lunghissimo. Ora Possentini lo ha trasposto nei disegni: «Pensavo fosse una storia molto territoriale e sono contenta di incontrare le mondine di allora, che oggi sono ultranovantenni, ma soprattutto sono molto grata per come il libro viene accolto dai tanti lettori di altre zone d’Italia e di generazioni diversissime, adulti e anche bambini. Amo andare “in prima linea”, cioè a parlare dei miei libri nei posti più piccoli e isolati».
Il canto della Resistenza
Possentini (Reggio Emilia, 1965), ha studiato Storia dell’Arte e si è specializzata nel restauro. Dopo una lunga carriera è arriva a 40 anni a scoprirsi illustratrice e nel 2017 ha vinto il premio Andersen, il più prestigioso del settore. «Il mio progetto era vivere per disegnare - spiega - Ai miei lettori più piccoli amo mostrare come ottengo i colori e come la gestualità del pennello influenzi il disegno: sposo appieno la filosofia della “danza del pennello”. Credo sia importante rieducare le persone alla bellezza per affrontare il bombardamento di immagini a cui siamo sempre più soggetti». E riguardo a quel “Quarto stato” di mondine ammette l’ispirazione: «Sì è così. Questa scena rappresenta la storia di mia nonna, ma anche la mia storia e quella di tante donne oggi. E il canto delle mondine ci ricorda che è possibile far sentire la nostra voce, insieme». Possentini martedì sarà ospite dalla libreria Libooks di Cantù per un workshop di acquerello, alle 20.30. Necessaria prenotazione allo 0317073497.
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