«Non esistono opere solo per adulti»: i bambini di Como accolgono il Rigoletto

Sociale Già in scena il capolavoro a tinte fosche di Verdi. Nel pubblico cantano anche gli studenti. Il regista: «Nessun tabù quando si va in scena». Il piccolo Leonardo: «Storia tra comico e tragico»

Festeggia i suoi primi trent’anni nel migliore dei modi, “Opera domani”, ovvero richiamando ancora una volta al Sociale – oggi solo uni dei numerosissimi teatri che ospitano questo progetto di Aslico – tantissimi bambini delle scuole primarie che, nel corso di questa settimana, coloreranno con la loro gioia le mattine della massima sala cittadina.

Sabato 14 le recite aperte anche alle famiglie di questa produzione che recupera il progetto accantonato nel 2020 causa lockdown: “Rigoletto – Il mistero del teatro”. Un adattamento che prende spunto dal capolavoro di Verdi, dalle tinte foschissime e, apparentemente, inadatte a un pubblico infantile.

«Uno dei melodrammi più scuri»

Ma è proprio così? «Certo, è, forse, uno dei melodrammi più scuri che esistano nel panorama dell’opera – commenta il regista Manuel Renga - In realtà e questa è stata proprio la grande sfida. Io ritengo che non ci siano argomenti tabù, di cui non è possibile parlare ai ragazzi e le ragazze semplicemente bisogna trovare la modalità giusta per arrivare loro e far arrivare, quindi, quei tempi, quei messaggi. In questo caso ci è venuto in aiuto un sistema collaudatissimo, che è quello del ‘teatro nel teatro’ e quindi l’idea che il giovane pubblico abbia sempre in mente molto chiaramente che quello che accade su un palcoscenico è finzione. Questo fa sì che ci sia una sorta di distacco che permette ai ragazzi di vivere dei momenti molto appassionati, molto potenti e molto drammatici o anche divertenti, ma pur sapendo che si tratta sempre di finzione».

Come sempre i piccoli non sono solo spettatori, ma sono anche partecipi della messa in scena, con i piccoli oggetti costruiti da loro e, soprattutto, con i loro cori.

Secondo il direttore d’orchestra Giulio Arnofi «Eseguire un’opera davanti ai bambini, anzi, con i bambini che partecipano è un’emozione molto grande quasi indescrivibile perché danno un’energia così tanto pura, così onesta che è veramente è difficile da descrivere e, purtroppo mi viene da dire, agli adulti un po’ manca questa spontaneità. Se la sono cavata molto bene, conoscevamo perfettamente i cori e sono stati preparati perfettamente dai loro insegnanti».

La parola ai piccoli spettatori

Ed erano tutti entusiasti. Un parere per tutti, quello del piccolo Leonardo, che a soli 10 anni ha le idee chiarissime: «Con ‘Opera domani’ ho già visto diverse opere, ma nessuna era come questa. ‘Falstaff’, ad esempio, faceva solo ridere, era solo comica. Questa, invece, tocca molti sentimenti, è una via di mezzo tra comico e tragico». Si dimostra ancora vincente il progetto originale di Barbara Minghetti, ideatrice di questo e degli altri elementi di quello che oggi è una grande realtà, “Opera educational”: «Mi occupavo già di Aslico e delle produzioni di opere liriche nei teatri lombardi e mi colpiva un pubblico non solo non più giovane, ma anche un po’ distratto, distante e quindi mi sono detta che si doveva cercare una strada per ritornare alla verità dell’opera lirica, che è nata popolare, che è nata per stare tra le persone. Ho pensato ripartiamo dai bambini».

Un pensiero che da tre decenni è une realtà fertilissima: «Tanti artisti impegnati anche in questa produzione si ricordano di avere partecipato a ‘Opera domani’ quando erano piccoli. Questa è un’altra grande soddisfazione».

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