Relazioni violente e problematiche: una criminologa e una scrittrice a confronto a Parolario
Parolario Gabriella Genisi, autrice della serie di romanzi con protagonista Lolita Lobosco, e Flaminia Bolzan, psicologa che si occupa anche di crimine, affronteranno oggi il tema dei rapporti sentimentali pericolosi
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Che cosa unisce un’autrice di gialli e una criminologa? Gabriella Genisi è la scrittrice, nota per la serie con protagonista Lolita Lobosco, ha recentemente pubblicato il romanzo “Come la rosa” (Rizzoli) in cui racconta dell’omicidio della cantante Graziella Franchini, in arte Lolita. Flaminia Bolzan è psicologa e criminologa, impegnata nello studio del fenomeno criminale, delle variabili e delle motivazioni che lo caratterizzano, si occupa anche di divulgazione e formazione.
L’importanza delle teorie psicologiche
Una prima risposta potrebbe essere l’indagine psicologica: nei suoi gialli, Genisi dipinge e sviluppa in parallelo la cronologia del tentativo di risoluzione di un crimine e la caratterizzazione approfondita della psicologia dei personaggi coinvolti. Nelle sue analisi, Bolzan studia e coglie aspetti psicologici che possono costituire fattori di rischio rilevanti dal punto di vista criminologico – tra i quali per esempio una «maggiore proclività ad esperire la violenza o dei pregressi di violenza agita» – motivo per cui «le teorie psicologiche sono alla base dell’individuazione di fattori che diventano rilevanti sotto il profilo criminologico».
Per le due, anche il confronto con la realtà è un territorio comune. Bolzan parla di una difficoltà incontrata, «nelle persone che faticano ad interiorizzare delle consapevolezze acquisite soltanto sul piano cognitivo, che riconoscono che qualcosa che non va ma non riescono a sentirlo proprio», e vissuta, nei termini di una responsabilità che «consiste nell’avere molto a che fare con la sofferenza e che in alcuni momenti può diventare un peso difficile da sostenere». Genisi invece rivela che la consapevolezza di scrivere di un fatto realmente accaduto nel suo nuovo romanzo l’ha portata ad «empatizzare molto più del solito, perché sapevo di raccontare una storia che non era frutto della mia immaginazione, quella di una giovane donna ancora senza giustizia». E aggiunge: «Noi scrittori ci muoviamo molto nel perimetro della realtà, attraverso i crimini letterari cerchiamo di raccontare ciò che vediamo accadere in Italia. Lo sviluppo dei cosiddetti gialli territoriali, che hanno portato ogni regione a riconoscersi nel suo investigatore letterario di riferimento, dimostra che questo genere ha un valore sociale e dice molto della realtà».
La ricerca delle parole giuste
Oltretutto non sempre è facile trovare le parole più adatte per narrare vicende pericolose o violente. È alla luce di questa accortezza che Genisi ricorda che «la scrittura è anche il modo per infrangere luoghi comuni e avvicinarsi realmente alle persone». Lo stesso coraggio è indispensabile per riconoscere e affrontare una relazione divenuta problematica, che Bolzan spiega essere caratterizzata da segnali allarmanti – come «atteggiamenti estremamente squalificanti, comportamenti manipolatori, aggressività esacerbata che da verbale può divenire fisica» – che «è importante riuscire a leggere e comprendere, senza nascondersi dietro a un timore abbandonico o alla convinzione di non potercela fare da soli o da sole». In questi solchi le dimensioni della narrazione, della divulgazione e della prevenzione si intrecciano profondamente. L’autrice e la criminologa si confronteranno su questi temi questa sera alle 20:30 a Palazzo Natta, in dialogo con Lorenzo Canali e Chiara Milani, in occasione dell’edizione 2026 di Parolario.
Il programma della giornata
Il programma di oggi di Parolario si apre alle 18.30 a Palazzo Natta, con Valeria Corciolani e Chiara Moscardelli che presenteranno i loro nuovi romanzi “Delitto in bianco” e “Teresa Papavero e le verità nascoste”. Alle 20.30 Gabriella Genisi, la “mamma” di Lolita Lobosco, e la criminologa Flaminia Bolzan indagheranno i rapporti sentimentali che sfociano nel crimine. Alle 21.45 il regista Paolo Lipari e il magistrato Giuseppe Battarino con “Sceneggiatura d’indagine”, affronteranno quella fascinazione per il delitto che ci colpisce sia sulla carta che sullo schermo, grande e piccolo, evidenziandone i meccanismi e certi stereotipi. Due appuntamenti fuori sede: alle 18.30, a Lezzeno, nell’antica sala dell’Osteria Il Governo 1801, Pietro Bazzoni discuterà “Il governo del tempo”; alle 21 a Villa Bernasconi di Cernobbio il concerto “Labyrinth” del pianista Bertrand Giraud in collaborazione con Amadeus Arte per un nuovo gemellaggio con il “Lake Como international music festival” di Floraleda Sacchi. Tutti gli appuntamenti sono a ingresso libero e si terranno anche in caso di maltempo.
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