“Sapore di mare”: Sociale gremito per un musical che gioca sulla nostalgia

L’idea di integrare le canzoni d’epoca nella trama rende anche più fluido il racconto che scorre via piacevolmente

Como

“Sapore di mare” è un film che ha fatto il giro completo: campione di incassi nel 1983, stroncato dalla critica per la sua estrema leggerezza, entrò nei cuori del pubblico e, nel corso dei decenni, è diventato un “cult classic”, fino alla rivalutazione piena – come è avvenuto anche per “Vacanze di Natale”, sempre dei fratelli Vanzina – anche da parte di critici più giovani.

Il musical che Maurizio Colombi ha portato in scena anche in un Teatro Sociale gremito, martedì sera, gioca con vari livelli di nostalgia. Osservando l’età media del pubblico, si coglie come questo spettacolo non parli tanto ai giovani di oggi, né a quelli che andarono al cinema negli anni Ottanta. Semmai a chi era bimbo negli anni Sessanta e che si ritrova felicemente a intonare con il cast tutte le canzoni d’epoca (alcune con notevoli anacronismi rispetto al 1964 in cui si svolge la pochade, ma si fa per divertire), sollecitato anche dalle frequenti incursioni in platea dei personaggi, trasformando la massima sala cittadina in un villaggio vacanze.Tra i tantissimi volti in scena, spiccano quelli di Fatima Trotta, nel ruolo che fu di Marina Suma, e ancor più quello di Giulia Carra, convincente nella parte della signora agé che, sul grande schermo, venne affidata a una Virna Lisi premiata con David di Donatello e Nastro d’argento. L’idea di integrare le canzoni d’epoca nella trama rende anche più fluido il racconto che scorre via piacevolmente, con tutte le ingenuità del caso, fornendo un lavoro piacevolissimo e applauditissimo dal pubblico.

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