Paolo Schiavocampo (1924-2022) è stato uno scultore e un pittore tra i più originali e autonomi della ricerca artistica italiana del secondo Novecento.
A lui è dedicata una retrospettiva che si apre al pubblico venerdì 9 ottobre, nelle sale di Palazzo delle Paure a Lecco. L’iniziativa prosegue il ciclo di esposizioni che rende omaggio ad autori che hanno lavorato nel territorio lecchese e brianteo.
La rassegna, curata da Simona Bartolena, in programma fino al 22 novembre, si compone di oltre settanta opere tra sculture, dipinti e disegni, che approfondiscono alcune delle tappe che hanno delineato la sua ricerca, dagli straordinari disegni degli anni Quaranta fino alle opere dell’ultimo periodo.
Il percorso consente di seguire l’evoluzione di un artista che non ha mai smesso di interrogarsi sulla natura dell’immagine, della materia e dello spazio che non si presenta mai come un vuoto contenitore, quanto elemento attivo della composizione.
Particolarmente significativa è la presenza dei disegni giovanili, nei quali un segno deciso ed espressivo racconta fabbriche, scorci urbani, il mondo operaio e i volti delle persone vicine all’artista. Sono lavori nati tra la fine degli anni quaranta e l’inizio degli anni cinquanta, in una Milano e in un’Italia attraversate dalla necessità della ricostruzione. Progressivamente il segno si libera dalla descrizione e tende verso una maggiore sintesi, anticipando alcune delle direzioni che caratterizzeranno la ricerca successiva.
“Paolo Schiavocampo. Vedere lo spazio e misurare il vuoto”.Lecco, Palazzo delle Paure (piazza XX Settembre 22; T. 0341.286729); da venerdì al 22 novembre; ma, 10-14; me-do, 10-18.
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