Torna “Queen II”, ma i fan bocciano l’idea
Cofanetto commemorativo Considerato “il” capolavoro nel catalogo della band, in vendita in una nuova versione. Ma gli elementi aggiunti alle canzoni rimasterizzate non convincono: una specie di karaoke e brani già editi altrove
Prosegue l’opera di storicizzazione del catalogo dei Queen, in ordine cronologico, senza tener conto di anniversari esatti. Quindi dopo il primo album è arrivato il momento, attesissimo dai fan e dai collezionisti, di “Queen II”, disco iconico fin dalla copertina, con quello scatto del compianto Mick Rock entrato nella storia, al punto che la band ripeté la posa per l’altrettanto iconico video di “Bohemian rhapsody”, l’anno successivo. Eppure questa operazione è stata, in larga parte, rigettata dai fan. Perché?
L’originale convinse tutti
Prima un po’ di storia. È opinione comune, condivisa anche dal gruppo, che il disco d’esordio fosse ancora acerbo, incapace di incapsulare appieno le doti del quartetto. Per il secondo lavoro, decisero di fare le cose in grande, utilizzando lo studio di registrazione come uno strumento aggiunto, dando sfogo alla creatività, secondo un modello incarnato dai Beatles. Ambizioso, in tutti i sensi, il lavoro iniziò ancor prima che l’esordio venisse pubblicato. Il risultato, questa volta, convinse tutti. Il vinile, suddiviso in un lato “nero” (quasi interamente appannaggio di Brian May, con un contributo di Roger Taylor) e in uno “bianco” (interamente composto da Freddie Mercury) incrociava generi e stili, mettendo finalmente in luce le doti dei musicisti e del cantante e azzeccando, anche, il necessario singolo da classifica, “Seven seas of Rhye”. Surclassato dagli album successivi, “Queen II” è stato riscoperto in anni più recenti (un po’ come è accaduto per “Rubber soul”, tornando ai Fab 4) e oggi è considerato a tutti gli effetti un capolavoro, se non “il” capolavoro del catalogo.
Quindi cosa poteva andare storto? Più passa il tempo – e la musica si fa sempre più liquida – più i cofanetti commemorativi sono diventati un “must”, perché sono destinati a un pubblico adulto, devoto e danaroso.
Il sospetto che si sia gonfiato il carico a scopo monetario è fortissimo
Non sempre, però, si sa come riempirli, soprattutto quando un disco è stato ristampato più volte e quando si è già raschiato il proverbiale fondo del barile. In questo caso, alla rimasterizzazione delle canzoni, si aggiunge un altro cd di nastri di prova e versioni alternative, e fin qui tutto bene. Poi, per allungare il brodo, ecco un mix unicamente strumentale di tutti i brani, in pratica un karaoke (sì, il privilegio di non ascoltare Freddie), dei brani incisi per la Bbc, tutti già presenti nell’apposito cofanetto, e due live, anche in questo caso già editi. Non è finita: è presente anche il vinile, addirittura doppio, ma non perché nel secondo disco siano inclusi gli inediti. No. Sono due 33 giri, uno nero e uno bianco, incisi solo su un lato, sull’altro ci sono delle incisioni artistiche. Il sospetto che si sia gonfiato il carico a scopo monetario è fortissimo.
E non manca l’autotune
È stato realizzato anche un blu – ray con il mix Atmos, ambitissimo dagli audiofili, ma... sarà venduto a parte. Infine, come nel box precedente, per l’orrore dei puristi, alcune parti vocali sono state “aggiustate” con l’autotune (stiamo sempre parlando di Freddie Mercury) e anche la batteria di Taylor è stata corretta qua e là. Abbastanza, insomma, per suscitare un dibattito sull’opportunità di queste operazioni. Adesso, peraltro, il catalogo dei Queen passa alla Sony che se l’è comprato per un miliardo di sterline (avete letto bene). Cosa accadrà?
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